27 anni fa l’arresto di Mario Chiesa: comincia “Mani Pulite” e trema la politica italiana

Paolo Francesco Reitano

Oggi come ieri

27 anni fa l’arresto di Mario Chiesa: comincia “Mani Pulite” e trema la politica italiana

27 anni fa l’arresto di Mario Chiesa: comincia “Mani Pulite” e trema la politica italiana
Paolo Francesco Reitano
Pubblicato il 17 febbraio 2019

17 febbraio 1992: viene arrestato l’ingegnere Mario Chiesa, Presidente del “Pio Albergo Trivuzio”, un ospizio milanese. Esponente di spicco del Partito Socialista, personaggio vicino a Bettino Craxi, viene colto in flagrante mentre accetta una tangente da un imprenditore e subito arrestato per concussione.

Chiesa, confessando, scoperchia il vaso di Pandora: espone le caratteristiche di un complesso e vasto sistema di tangenti e bustarelle che starebbero alla base di appalti e grandi opere pubbliche.

Ne traggono beneficio tutti: dall’imprenditore al politico, che, così, si autofinanzia illecitamente.

Craxi, a fronte dell’arresto, lo definisce:

 

 

“un mariolo che getta un’ombra su tutta l’immagine di un partito”.

 

 

In realtà, questo è solo il primo passo: inizia lo scandalo Tangentopoli, sistema di corruzione e finanziamento illecito che coinvolge i vertici politico-economico italiani.

Le indagini del pool di “Mani Pulite”, in cui spicca il nome del PM Antonio Di Pietro, portano a individuare ed arrestare più di 4000 persone in tutto il Paese.

La mastodontica struttura di Tangentopoli non è avulsa dal sistema mafioso, locale e nazionale.

Le segreterie nazionali dei partiti sono sempre stati conniventi: le innumerevoli confessioni coinvolgono grandi imprese italiane, compresa la FIAT e l’ENI.
Vengono a galla numerosissime storie, tutte intrecciate tra loro da questa impronosticabile dialettica di potere.
A fronte delle indagini, parecchi imprenditori si suicidano, tra cui Gabriele Cagliari, ex Presidente Eni e Raoul Gardini, della Ferruzzi.
Il malcontento popolare, condito dalla crisi economica che ha portato alla svalutazione della lira, porta alla difficile decisione di affidare il governo a Carlo Azeglio Ciampi.

Nel frattempo, con le dimissioni di Craxi da segretario e lo scioglimento della Democrazia Cristiana, termina la Prima Repubblica.
L’inizio della seconda fa emergere un famoso imprenditore, che, approfittando del vuoto politico lasciato, regolerà i giochi politici in Italia per i successivi vent’anni: Silvio Berlusconi.

 

«Tutto era cominciato un mattino d’inverno, il 17 febbraio 1992, quando, con un mandato d’arresto, una vettura dal lampeggiante azzurro si era fermata al Pio Albergo Trivulzio e prelevava il presidente, l’ingegner Mario Chiesa, esponente del Partito Socialista Italiano con l’ambizione di diventare sindaco di Milano. Lo pescano mentre ha appena intascato una bustarella di sette milioni, la metà del pattuito, dal proprietario di una piccola azienda di pulizie che, come altri fornitori, deve versare il suo obolo, il 10 per cento dell’appalto che in quel caso ammontava a 140 milioni

Enzo Biagi, Era ieri [Rizzoli, 2005]

 


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