L’urlo della “Bestia”: l’umiliazione oltre ogni confine

Paolo Francesco Reitano

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L’urlo della “Bestia”: l’umiliazione oltre ogni confine

L’urlo della “Bestia”: l’umiliazione oltre ogni confine
Paolo Francesco Reitano
Pubblicato il 17 gennaio 2020

L’odio ha una velocità di trasmissione impressionante: nasce dal nulla, senza una fonte specifica, per poi superare ogni confine dell’immaginario.
L’onda della derisione travolge i più deboli, coloro che non hanno voce, gli ultimi.
Il tema rimane strutturale.

Creare intolleranza è semplice, propagare il rispetto un po’ meno.

E’ così che, in un pomeriggio di gennaio, nella foga delle elezioni regionali in Emilia Romagna, un ragazzo di nome Sergio Echamanov è rimasto fagocitato dalla “Bestia” di Matteo Salvini, complessa struttura social del leader della Lega, gestita da 35 esperti digitali che seguono la vita dell’ex ministro 24 ore al giorno. 

Questo sistema, potentissimo in rete, scatena i 4 milioni di followers di Salvini su qualsiasi cosa egli desideri attaccare.

Sergio è un ragazzo molto impegnato in politica: ex militante di RUA – Unione degli Universitari Ferrara, ieri ha parlato durante la manifestazione delle Sardine a San Pietro in Casale.

Per la prima volta ha fatto un discorso pubblico e, com’è normale immaginare, si è emozionato parecchio.
Oltre questo, Sergio è un ragazzo con DSA: questo, per lui, è un punto di forza e non ha mai costituito un limite nella sua vita politica, in cui ha espresso tutto il suo impegno e la sua forza di volontà.

Purtroppo per lui, i social media manager del leader leghista hanno deciso di prenderlo di mira.

Tra le fauci intrise di ripugnanza, l’esca perfetta per Salvini ha attecchito, ed è rimasto vittima di una platea livorosa, piena di rancore.

Emblematico l’intervento di Raffaele Bruschi, coordinatore del Sindacato universitario RUA – Udu:

“Sono davvero preoccupato della piega che sta prendendo Salvini: non solo denigra l’avversario politico ma ora ha iniziato a farlo anche con giovani ragazzi che non riescono a fare un discorso impeccabile senza bloccarsi. Così facendo allontana e spaventa ancora di più la nuova generazione che vorrebbe avvicinarsi alla politica e alla cittadinanza attiva per migliorare il nostro paese.
Mirandola, San Felice e Finale Emilia sono guidati da queste persone qua. Noi non possiamo permettere che la nostra gente faccia questa fine becera, mi piacerebbe che dai Leghisti della prima ora che hanno insultato le sardine della Bassa ci sia una presa di posizione chiara per far capire al loro capitano che sta pisciando fuori dal vaso. Sono curioso di sapere cosa risponderanno i “Giovani” Leghisti che pensano di star facendo politica per un partito giusto, quando in realtà stanno facendo politica per una “Bestia”.

Piena solidarietà a Sergio, che rappresenta tutti quei giovani dati in pasto ai cani solo perché non la pensavano come Salvini.”

 


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