L’Università che vorrei: parola agli studenti

Alessandra Di Marco

Università

L’Università che vorrei: parola agli studenti

Alessandra Di Marco
Pubblicato il 3 agosto 2019

Nell’ultimo articolo in cui vi abbiamo annunciato le prossime elezioni del nuovo rettore ,vi abbiamo lasciato con una domanda: credere o non credere ad un cambiamento dell’Università di Catania? Questo è un pensiero che assale tutti gli studenti dopo lo scandalo dell’Università bandita.

Gli studenti sono le vittime e i protagonisti di questo imbroglio, e sono costretti a pagarne le conseguenze. Sperare in un cambiamento positivo del nostro ateneo significa dare voce proprio a loro, ascoltare le loro proposte e le loro esigenze. Gli studenti passano la maggior parte del loro tempo nelle proprie facoltà seguendo le lezioni, sostenendo esami e studiando; chi meglio di loro conosce pienamente i problemi dell’ateneo, chi meglio di loro può proporre le giuste soluzioni.

Ecco perchè ieri, al Monastero dei Benedettini presso l’aula magna Giancarlo De Carlo i candidati rettori hanno incontrato gli studenti dell’ateneo per esporre i loro rispettivi programmi su come intervenire nel nostro ateneo, qui troverete l’attenta cronaca della nostra Sara Obici. Ognuno di loro ha iniziato il proprio discorso porgendo le scuse, ma la parte più importante dell’incontro è stata quando gli studenti hanno preso parola. Con i loro dubbi e le loro domande hanno messo alla prova i candidati.

Tra le richieste, espresse in un tempo massimo di 2 minuti, pochissimo rispetto ai grandi dubbi degli studenti, l’esigenza di mettere in comunicazione i laureati con il mondo del lavoro, senza che quest’ultimi siano costretti a cercare l’impiego desiderato al di là della loro terra (la famosa “fuga dei cervelli”). Migliorare l’offerta formativa, soprattutto delle lauree magistrali. Proprio queste hanno causato un calo degli iscritti nel nostro ateneo, essendo un copia e incolla delle lauree triennali; per questo motivo gli studenti si vedono costretti a iscriversi in altre università per cercare un percorso didattico migliore al fine di avere una formazione completa a 360°.

Inoltre, non bisogna guardare solo agli studenti. Non dimentichiamoci delle condizioni anche dei dottorati, assistenti, assegnisti, tutor, coloro che hanno contratti co.co.co e professori precari. Il loro status sembra quello di essere “appesi a un filo”.

Come potrete vedere nel video, anche noi di Sud Life ci siamo interessati ai desideri degli studenti ponendo una semplice domanda: “Che tipo di Universtià vorresti?”. Le risposte sono state semplici e dirette, ma che rispecchiano le attuali condizioni in cui sono costretti a vivere, o meglio studiare, o meglio ancora costruire il proprio futuro.

Dunque, caro futuro Rettore e tutti voi che risiedete nei piani alti usate il vostro tempo e il vostro impegno per investire sui giovani. Affermate sempre che proprio noi rappresentiamo il futuro, siamo i leader e la cultura di domani. Questo è vero, ma siete voi grandi che dovete darci gli strumenti, corretti ed onesti, per poter crescere e poterci conquistare la nostra fetta di mondo.

 


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