Librino: inaugurato il “Polo delle Arti” per rilanciare il quartiere

Arcoria Antonio

News&Politics

Librino: inaugurato il “Polo delle Arti” per rilanciare il quartiere

Arcoria Antonio
Pubblicato il 28 gennaio 2020

Librino, il celebre quartiere satellite del capoluogo etneo, nell’ultimo periodo, ha aumentato notevolmente le inziative rivolte ai cittadini locali per il riscatto del territorio.

Questo è sicuramente frutto della voglia di riscatto da parte di tutti i cittadini onesti, che sono stanchi di dover convivere con criminalità organizzata e la quasi totale assenza di servizi.

Ma questo, è anche frutto di una serie di realtà locali che hanno davvero a cuore il futuro di Librino e dei suoi giovani abitanti. Lavorando e lottando giorno dopo giorno per evitare la dispersione scolastica, contrastare la povertà educativa minorile e l’emarginazione del territorio. Associazioni come Fiumara d’arte, i Briganti rugby o realtà come l’oratorio Giovanni Paolo II delle figlie di Maria ausiliatrice ne sono un esempio.

Ma un esempio ancora più incisivo, è l’Istituto Comprensivo “Fontanarossa. Dove, domenica mattina, nel plesso  Nuova Masseria Moncada si è inaugurato il “Polo delle arti“. Luogo di aggregazione, costruzione di comunità e senso di appartenenza.

La finalità del progetto è di attivare una rete autonoma e solidale, in grado di contrastare la povertà educativa minorile nel territorio di Librino attraverso l’arte e la cultura in tutte le sue innumerevoli sfaccettature.

Per la realizzazione del progetto, l’I.C. Fontanarossa e l’Associazione Musicale Etnea, hanno avviato un dialogo con le associazioni, le scuole del territorio, l’amministrazione comunale e l’università, con lo scopo di sperimentare servizi comuni in rete quali: scambi, formazioni, sinergie, laboratori e iniziative culturali, che supportino nel tempo l’autonomia e la sostenibilità delle esperienze e della rete.

L’inaugurazione del polo comincia con la giovane artista siriana Diala Brisly che presenta il murales realizzato presso la masseria Moncada con l’ausilio dei giovani ragazzi dell’istituto.

L’arte di Diala si caratterizza per il suo impegno sociale e politico.

Con le sue illustrazioni, in passato, ha fatto da megafono allo sciopero della fame che le donne della prigione di Adra hanno portato avanti. Nel 2014 ha cominciato a dipingere murales per bambini nei campi profughi. Promuovendo il reinserimento scolastico di  coloro che hanno abbandonato gli studi a causa della guerra.

Oggi, i ragazzi a cui vuole dar voce Diala, sono proprio i ragazzi di Librino.

Forse perchè quando nasci in un contesto sociale difficile, come quello di questo quartiere, combatti ogni giorno la tua battaglia. Lotti contro la criminalità, l’emarginazione sociale e l’illegalità. Lei ha provato a lottare, insieme ai ragazzi, attraverso le immagini.  Immagini semplici, dirette e che arrivano dritte alla mente e al cuore dei bambini.

Dopo la presentazione del murales la preside dell’istituto, dottoressa Concetta Tumminia, espone gli obbiettivi e le finalità del progetto e presenta tutti i partner. Tra i quali spicca come “capofila” il MOVI, Movimento di Volontariato Italiano e l’ Associazione Musicale Etnea come coordinatore.

Subito dopo i partecipanti  hanno potuto assistere ad una piccola esibizione dell’orchestra dell’I.C. Fontanarossa diretta da Salvatore Valenti. A seguire l’esibizione del coro dell’AME e il concerto di Eleonora Bordonaro e Puccio Castrogiovanni.

La giornata si è conclusa con un pranzo sociale, organizzato degli studenti dell’istituto professionale Eris, al quale hanno partecipato docenti, rappresentanti delle associazione, studenti  del plesso e famiglie.

La nascita di questo polo, è sicuramente un’opportunità di rilancio e sviluppo per il quartiere di Librino.

Fare leva sulle nuove generazioni, quelle che un giorno andranno a costituire la cittadinanza attiva della città, è l’unico modo per cambiare, col tempo, la mentalità e  il comportamento dei catanesi di domani.

Il lavoro che spetta ai docenti dell’istituto comprensivo non è affatto semplice. Diffondere semi dal basso, è un lavoro faticoso e il terreno è incolto da anni. Chiaramente, criminalità organizzata e malapolitica tenteranno di screditare iniziative come queste. D’altronde “un popolo di ignoranti è più facile da governare“.

Ma non bisogna arrendersi, bisogna continuare a lottare! Lottare in nome della cultura, dell’arte, della bellezza e della legalità.

Il disagio sociale si combatte con la conoscenza delle regole del sistema e soprattutto con la cultura, anche quella nozionistica e scolastica. E’ il modo di stare in una società, ma anche il solo strumento per cambiarla.

In sintesi, riportando le parole attribuite a Peppino Impastato:

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante nel davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione a rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.”


Copyright © anno 2018 - SudLife
Direttore Lucia Murabito
Direttore Editoriale Pierluigi Di Rosa