L’estate addosso

Antonio Catara

Mondointeriore

L’estate addosso

L’estate addosso
Pubblicato il 3 settembre 2018

Sei seduto sul tuo telo, con i piedi ancora insabbiati e lo sguardo perso all’orizzonte. Un occhio al cielo e l’altro al mare e senza che te ne sia accorto un’altra estate è volata via.
Con un po’ di malinconia raccogli i tuoi occhiali da sole, la crema solare e la radiolina da spiaggia, metti in pausa per un’ultima volta la tua playlist estiva di Spotify, che sta per lasciare il posto alla musica da studio, e sospiri.

Fra qualche mese giubbotti e jeans prenderanno il posto di pantaloncini e canottiere e le tue mattinate saranno nuovamente dedicate alle infinite ore scolastiche, dalle quali puntualmente ti distrarrai.
Cominci a darti buoni propositi che ad ottobre avrai già dimenticato e a pensare ai metodi più disparati per evitare l’ennesimo debito in matematica. Sei triste, perché il caldo e l’abbronzatura lentamente se ne andranno, ma sei anche felice, perché sai già che per un altro anno trasformerai il tuo banco in una tavolozza degna di Picasso e stresserai il malcapitato che si ritroverà accanto a te, che, alla fine, non potrà più fare a meno delle tue battute e sentirà la tua mancanza ad ogni influenza che ti costringerà a letto.
Maledirai quel professore che, per quanto tu possa impegnarti, ti vedrà sempre come un cinque e mezzo ambulante e benedirai quell’altro che, il 9 giugno, ti regalerà un sei che ha il sapore di salvezza in zona Cesarini.
Sarà un altro anno di colloqui scuola-famiglia, interrogazioni e verifiche al cardiopalma, ma anche di risate e di bigiate per andare a zonzo con i compagni di classe.

Sarà un anno duro e bellissimo e sarà un altro anno che, nel bene e nel male, non dimenticherai mai.

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