L’economia rurale senegalese: tra arachidi e cotone.

Arcoria Antonio

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L’economia rurale senegalese: tra arachidi e cotone.

L’economia rurale senegalese: tra arachidi e cotone.
Arcoria Antonio
Pubblicato il 12 ottobre 2019

I seguenti scatti sono stati realizzati lo scorso dicembre, durante la missione umanitaria dell’associazione Don Bosco 2000 in Senegal, alla quale ho partecipato. Qui oltre a realizzare un reportage fotografico sulle scuole e le condizioni dei bambini nei villaggi di Netteboulou e Velingara , mi sono recato anche nei campi di cotone e in quelli di arachidi.

Attraverso questo reportage fotografico provo a spiegare l’importanza della raccolta delle arachidi nel sistema economico senegalese.

Il Senegal si trova nell’Africa occidentale ed è caratterizzato da un territorio prevalentemente pianeggiante dal quale emerge un unico sistema montuoso, il Futa Djalon. Il clima presenta sensibili variazioni: nelle regioni settentrionali domina il paesaggio del sahel con 400mm annui di piogge prevalentemente estive, regno dell’aridocoltura dei cereali e delle arachidi; in quelle meridionali, più umide, grazie a 2000 mm di piogge uniformemente distribuite nel corso dell’anno, si trova la foresta pluviale e viene coltivato il riso; nella fascia intermedia il paesaggio della savana permette la coltivazione del cotone. Repubblica indipendente dal 1960, il Senegal è un paese povero e dispone di limitate risorse naturali.
Il settore agricolo occupa circa l’80% della popolazione attiva, specialmente nelle zone rurali, e la struttura agraria presenta una grande arretratezza dove sopravvivono vincoli quasi feudali e latifondistici. Il carattere monocolturale dell’agricoltura commerciale penalizza ulteriormente la ragione di scambio.

Le piantagioni di arachidi, che occupano il 40% delle terre coltivate, assorbono la maggior parte degli investimenti.

Per incrementare ulteriormente le produzioni, in associazione con il Mali e la Mauritania, il Senegal ha intrapreso una serie di grandi opere idrauliche sul fiume Senegal che, una volta ultimate, dovrebbero recuperare all’agricoltura monocolturale di arachidi oltre 500.000 ha di terreni semidesertici.
Per contro l’agricoltura di sussistenza che produce miglio, manioca e riso per il fabbisogno della popolazione, non riceve adeguati sostegni finanziari ed il paese è costretto ad importare i generi alimentari di prima necessità.
In foto, due contadini della regione di Tambacounda, battono con dei semplici bastoni in legno le piante, ormai secche, di arachidi per ricavarne il prezioso frutto.


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