Le storie di Avi, Esperance, Amara: 3 “sconosciuti” a cui ispirarsi

Sara Obici

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Le storie di Avi, Esperance, Amara: 3 “sconosciuti” a cui ispirarsi

Le storie di Avi, Esperance, Amara: 3 “sconosciuti” a cui ispirarsi
Sara Obici
Pubblicato il 20 maggio 2020

Prima la cattiva notizia, o quella buona?

I media si concentrano sempre e solo sul peggio. Al tg non sento mai una notizia positiva, poi in questo periodo…”. Quante volte vi è stato detto – o vi è capitato di pensare – qualcosa del genere? Ecco, oggi capiremo che, sebbene queste riflessioni possano sembrare davvero ragionevoli, in realtà rappresentano un grave errore.

Perchè, anche se per definizione stessa di notizia i fatti più rilevanti spesso riguardano casi di cronaca; è anche vero che non esiste solo questo. Ed è anche vero che ci sono giornali che si impegnano, ogni giorno, per dare risalto anche alle notizie “positive” che lo meritano. Basta solo scegliere bene le proprie fonti!

Quindi, se qualcuno da domani vi dice queste cose, oltre a fargli notare che evidentemente non legge SudLife 😉, suggeritegli anche le tre storie di cui vi stiamo per parlare, perchè possiedono un impatto positivo davvero impressionante. Perchè la negatività non serve a nulla, e i primi portatori di buone notizie dobbiamo essere noi.

Avi: 8 milioni di dollari? No grazie

Avi Schiffmann, 17 anni, teenager americano con una passione per la tecnologia. Alla sua descrizione si va ad aggiungere, da qualche giorno a questa parte, anche “ragazzo più stimato degli ultimi tempi”.

Si perchè Avi è stato in grado di creare uno dei più efficienti siti internet per il tracciamento del Covid-19, ma non ha voluto “arricchirsi” con quest’idea. Gli sono stati offerti 8 milioni di dollari e un lavoro alla Microsoft, ma, come lui stesso ha dichiarato agli organi di stampa: “Ho solo 17 anni, non mi servono 8 milioni di dollari, non voglio approfittare della pandemia e diventare uno speculatore“.

Grazie a questa sua scelta il sito che ha creato è ancora “libero” e autonomo, non ci sono pubblicità o terze parti di mezzo, ma solo le pure e semplici statiche, aggiornate in tempo reale, sulla situazione del virus nelle varie nazioni del mondo. E se più persone fossero come lui, forse non avremmo i furbi che si sono arricchiti scommettendo sulla crisi.

Esperance: lottare per ciò che è giusto

“E poi Basta. Manifesto di una donna nera italiana“. Questo è il libro che ha scritto Esperance, ed è forse la “punta dell’Icerberg” in cui ha provato a raccogliere tutte le sue esperienze di vita. Nata in Ruanda nel 1991, cresciuta in un orfanotrofio a gestione italiana, è stata poi adottata da una famiglia del Bresciano.

Per tutta la sua vita ha combattuto diverse battaglie, contro il razzismo e gli stereotipi. Avrebbe potuto arrendersi mille volte, ma non lo ha fatto. Dopo gli studi si è dedicata all’attivismo culturale – come lei stessa lo definisce – e adesso collabora con diverse associazioni ed emittenti radiofoniche.

Io stessa ho scoperto la sua storia in radio, e ne sono rimasta davvero colpita. E per capire ancora meglio perchè Esperance possa rappresentare un esempio per tutti, basta leggere alcune frasi dell’incipit del suo libro: “C’è una narrazione sbagliata e carica d’odio che sta iniziando a rendere difficile la vita di chi, come me, in questo Paese ci è cresciuto e vuole considerarlo “proprio” []  si sta insinuando l’idea che l’origine o il colore di un corpo siano molto più importanti della sua dignità e della sua vita. E non è giusto, è terrificante e soprattutto non è una realtà con cui sono disposta a convivere.”.

Amara: da campionessa di wind-surf ad attivista ambientale

Amara Wichikong. Sfido chiunque a sapere così, di primo acchitto, chi sia. Anche se siete degli appassionati di sport, e avete seguito le varie edizioni delle olimpiadi, dubito che la conosciate.

Perchè, anche cercando in rete, si capisce proprio che questa ragazza thailandese sia assolutamente riservata. Ma in silenzio, senza tanti proclami, ha sempre fatto del suo meglio. Dopo la partecipazione ai giochi olimpici, adesso si sta dedicando all’attivismo ambientale.

Sempre accompagnata dalla sua fedele tavola da surf, sta ripulendo i fondali del fiume della sua città. Anche perchè, a detta sua ma non solo, a seguito del corona virus aumenteranno sensibilmente i rifiuti di plastica dispersi nell’ambiente – dati dai guanti gettati via, dai contenitori usa e getta ecc…

Come sono venuta a conoscenza della sua storia? Dal tg1, e poi non si dica che i media tradizionali si concentrano solo sulle “cattive notizie”.


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