La Casa del Fantasma: con Giovanni Strano alla scoperta della recitazione

Antonio Catara

Cult

La Casa del Fantasma: con Giovanni Strano alla scoperta della recitazione

La Casa del Fantasma: con Giovanni Strano alla scoperta della recitazione
Pubblicato il 20 agosto 2019

Il teatro Siciliano è ricco di talenti tutti da scoprire e pullula di nuove scoperte e voglia di emergere. Tra i tanti attori che ogni giorno portano la propria passione sui palchi della nostra regione c’è anche Giovanni Strano, fresco di un ruolo da protagonista ne La Casa del Fantasma, l’ultima commedia di Nicasio Anzelmo. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui per capire meglio il suo mondo.

1. Lo spettacolo che avete messo in scena dal 15 al 18 al teatro greco di segesta, per la rassegna “Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2019″ si intitolava La Casa del Fantasma. Perché questo titolo? E come si fa a mettere in scena oggi una commedia così antica?

Il titolo serve a rendere più chiaro quello che è il contenuto della commedia. Il regista ha voluto riadattare in chiave moderna l’opera, con riferimenti ai nostri tempi e alla lingua siciliana, soprattutto nella figura di Tranio che oltre ad avere alcune battute in dialetto è il personaggio che più improvvisa in scena. Inoltre la platea diventa protagonista, poiché in molti momenti la quarta parete veniva infranta. Io stesso, in alcuni momenti, andavo a sedere tra la gente, interagendo con lei.

LA CASA DEL FANTASMA GIOVANNI STRANO SUDLIFE

2. La narrazione de La Casa del Fantasma è caratterizzata da un susseguirsi di intricate vicende, che vengono risolte dall’intervento di un Deus ex Machina. Credi che anche nella vita reale ci sia qualcosa che indirizzi il nostro destino in un modo o in un altro, oppure siamo solo noi gli artefici di ciò che viviamo?

Credo che il 90% di ciò che ci accade dipenda da noi. Quel 10%, che sia il destino o la fortuna, credo esista, nel luogo dove nasciamo, negli imprevisti che ci capitano e nelle occasioni che ci si presentano, ma possiamo essere solamente noi a sfruttare al meglio la vita

3. Parliamo un po’ di te: hai cominciato la tua carriera nel musical e in seguito ti sei spostato sul teatro classico. Quale tra i due mondi preferisci e perché?

Nel 2009 ho fatto i casting per l’accademia Internazionale del Musical di Catania e ho preso parte ad opere quali Rent, Evita e Pipino il Breve. La mia è una vera e propria passione per la voce e da ormai quattro anni insegno dizione alla Casa del Musical di Agrigento. Dopo aver studiato e lavorato nel mondo del musical, ho preferito approfondire la recitazione in prosa, ho fatto diversi provini e ormai da un paio di anni alterno questi due mondi. Non riesco a scegliere una disciplina in particolare: il canto, il ballo e la danza per me sono tre mondi differenti e hanno tutti qualcosa di speciale.

4. Hai qualcosa in programma da qui a breve? Se sì, puoi farci qualche anticipazione?

Non posso dire nulla di esatto, ma state ben certi che qualcosa sta bollendo in pentola…


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