#intooDP – Meme o male purché se ne parli!

Simone Dei Pieri

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#intooDP – Meme o male purché se ne parli!

#intooDP – Meme o male purché se ne parli!
Pubblicato il 27 febbraio 2020

Attribuita per lungo tempo a Giulio Andreotti, concepita dal Dorian Gray di Oscar Wilde, il “bene o male purché se ne parli!” è assurto a mantra della comunicazione politica sin dal boom della propaganda televisiva. Com’è la situazione nell’epoca dei meme?

Senza disturbare la Prima Repubblica o Wilde, alcuni pubblicitari (i più cinici) direbbero che “trash is cash”, ma è vero anche in politica? Sì, o almeno ci si può provare.

Lo ha ben chiaro Michael ‘Mike’ Bloomberg, già sindaco di New York e candidato in corsa per le primarie dem negli Stati Uniti che, tra una stretta di mano e l’altra, non manca di farci ridere.

Non proprio ultimo arrivato nel settore dei media, Bloomberg ha letteralmente assoldato alcune tra le più affollate pagine di meme statunitensi per far creare una serie di contenuti virali da utilizzare (indirettamente) nella propria campagna elettorale per le primarie democratiche.

Si tratta di una strategia inedita che, suggerita da Mick Purzycki, ha di fatto spianato la strada all’ex sindaco di New York in vista dell’imminente Super Tuesday, il 3 marzo prossimo, la giornata in cui la maggior parte degli stati membri vota per le primarie dem.

 

La crescita sui canali social di Bloomberg è stata davvero enorme, riportando un aumento di ben 50.000 followers negli ultimi 10 giorni . Tuttavia questo non è bastato per scalfire la popolarità di Bernie Sanders, saldamente dato per favorito tra i candidati alle primarie USA che andranno a sfidare il repubblicano Donald Trump.

Tra qualche giorno vedremo se e quanto abbia influito questa strategia: per ora non ci resta che attendere!


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