#INTOODP – Coronavirus e Social: comunicare una cosa seria!

Simone Dei Pieri

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#INTOODP – Coronavirus e Social: comunicare una cosa seria!

#INTOODP – Coronavirus e Social: comunicare una cosa seria!
Pubblicato il 5 febbraio 2020

Nelle scorse settimane la scena pubblica è stata fagocitata dal cd. coronavirus, che ha ingolfato tanto la macchina politica quanto quella comunicativa. Ma in mezzo alle tante domande, una è esplosa nelle teste di molti: come si comunica un’emergenza?

Nonostante l’Italia sia stato uno dei primi Paesi al mondo ad isolare il virus (ed a condividere i risultati delle ricerche), il Governo non è riuscito a comunicare altrettanto efficacemente e celermente la situazione.

Sicché nei primi giorni, si è evitato di parlare dell’emergenza, nicchiando e facendo finta che nessuno si fosse ammalato. Poche ore dopo, quando il passaparola sui social si è fatto incontenibile, il Ministro della Salute Roberto Speranza, in Parlamento ha tentato di tranquillizzare tutti, quasi sminuendo il problema.

Da un lato, quindi, un Paese come la Cina che ha ammesso apertamente le difficoltà e la gravità dell’epidemia con OMS a seguito. Dall’altro, l’Italia che mette la polvere sotto il tappetto.

Perché è diventato importante ammettere gli errori?

Perché a differenza di un ventennio fa, la diffusione delle informazioni è diventata molto più rapida ed efficace e, pur con qualche deficit (vedasi le tanto note fake news), internet rimane ancora una fonte rilevante sotto questo punto di vista. Quindi meglio dire subito la verità.

A riprova di ciò, la sera stessa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato costretto ad annunciare i casi accertati di contagio in Italia, smentendo la linea rassicurante che il Governo stesso aveva reso ufficiale appena poche ore prima.

Il giorno dopo, il Consiglio dei Ministri ha poi preso preso delle misure di precauzione che sono più alte di quelle degli altri Stati europei che hanno poi portato degli eccellenti risultati in termini di prevenzione ma rendendo noto a tutti quanto fosse, di fatto, grave la situazione.

“Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte?”

L’indecisione uccide, specie se parliamo di indecisione comunicativa. Una contraddizione dietro l’altra, in un morettiano dietrofront, non fa altro che portare all’attenzione dei cittadini l’inadeguatezza -vera o presunta- di chi governa. E la sua impreparazione nel gestire una così importante emergenza.

Se poi mettiamo in mezzo il “solito” Salvini, pronto ad invocare la chiusura dei porti (ma cosa c’entra?) tutto questo diventa un’utile occasione per guadagnare consensi.

In generale, una comunicazione istituzionale dovrebbe prima di tutto rassicurare i cittadini ed informarli su quanto sta accadendo. Specie quando si ha da un lato un’opposizione che getta benzina sul fuoco e dall’altro i media che collegano l’elettorato in tempo reale con il mondo.


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