Il Natale dei fuorisede, quella sana “nostalgia canaglia”

Sara Obici

Mondointeriore

Il Natale dei fuorisede, quella sana “nostalgia canaglia”

Il Natale dei fuorisede, quella sana “nostalgia canaglia”
Sara Obici
Pubblicato il 26 dicembre 2018

Sono dell’idea che il rientro a casa per Natale sia sempre molto bello. Ciò non vuol dire che non vedo l’ora di scappare da Ragusa Ibla, dove studio; ma posso dire che torno a casa felice per l’arrivo delle vacanze e perché stacco un po’ dalla vita universitaria in generale”

 

“Il rientro per le vacanze di Natale per me è un momento magnifico, in quanto ritrovarmi con tutta la mia famiglia e poter vivere questo periodo tutti insieme è davvero qualcosa di inimmaginabile”

 

“Tornare per Natale è una cosa assolutamente normale, per cui non la vedo una tappa obbligatoria, anzi è sempre piacevole trascorrere del tempo in famiglia

Questi colleghi sono tutti “mammoni” e “bamboccioni”? No, semplicemente umani.

Perché in fondo lo sappiamo benissimo, e per quanto certe volte tentiamo di nasconderlo, magari per sembrare più indipendenti e cresciuti, la nostalgia di casa prima o poi arriva, sempre e comunque. Puoi essere il più “sfegatato dei paesani”, oppure il più distaccato tra i “cittadini del mondo” del tuo corso di laurea, ma se sei uno studente fuorisede prima o poi avrai comunque voglia di tornare a casa, quantomeno per le vacanze di Natale.

O almeno questo è quanto è emerso dalle interviste che abbiamo raccolto da alcuni colleghi fuorisede del nostro ateneo. Lo so, sembra un tentativo azzardato di fare di tutta l’erba un fascio, ma in questo caso, come raramente accade con le generalizzazioni, tutto ciò è in realtà “molto vero”, almeno per quanto riguarda il nostro “campione statistico”. Ma sentiamo cos’altro ci hanno raccontato i nostri colleghi:

I miei genitori si preoccupano abbastanza per il mio viaggio. Lo so, sono solo 100 km, ma la Catania-Ragusa è una delle strade più pericolose oggettivamente, e ci può anche stare. Questa tratta in autobus non prevede una prenotazione in anticipo dei biglietti, quindi si può fare tutto all’ultimo minuto” Ci spiega Roberto

Nonostante sia bello non programmare tutto e subito, questo fatto crea comunque un po’ di disagi, come ci spiega Carla, anche lei studentessa a Ragusa Ibla: “È evidente che anche in base all’orario e alla giornata può capitare di ritrovarsi in troppi alla fermata per un solo autobus e quindi se ti va bene bisogna aspettare la corsa successiva che può essere un’ora dopo ma anche due ore dopo”. E i prezzi del biglietto come sono? Quanto incidono sulle finanze degli studenti?

Ho sempre pensato che il prezzo del biglietto fosse abbastanza alto o che comunque nonostante siamo studenti e prendiamo l’autobus anche più volte in un solo mese non abbiamo nessun tipo di agevolazione rispetto ad esempio ad un turista che usufruisce di questa corsa solo per quella volta e basta” ci racconta ancora Carla.

Ma probabilmente vale la pena di affrontare tutto questo, gli alti costi, i ritardi e le chiamate preoccupate dei genitori, pur di stare in famiglia. Giusto? Al dubbio che tutto ciò venga visto come un’imposizione le risposte sono molto chiare:

“Per quanto mi riguarda, non mi sento assolutamente “obbligato” a tornare per le vacanze e quindi neanche sotto pressione. Se voglio tornare per le vacanze è solo perché io voglio farlo e perché nella mia concezione Natale significa stare a casa o in famiglia” precisa Roberto

Quando si ritorna a studiare ci si porta dietro, oltre che una sana dose di affetto e buon umore, anche le specialità tipiche della propria zona, il famosissimo “pacco da casa” o “pacco da giù” per studenti siciliani “al nord”.

“Come ogni fuori sede, anch’io, al rientro all’università, ho il piacere di portarmi dietro tutte le prelibatezze della mia zona. Certo anche se studiando nella stessa regione la maggior parte dei prodotti tipici coincidono, ma vuoi mettere le cose cucinate dalla mamma con quelle fatte dagli altri?

E quindi Buone vacanze di Natale a tutti, a chi è tornato a casa o a chi è rimasto, per svariati motivi, nel suo “appartamento provvisorio”. A chi finge che il Natale non gli interessi ma poi si emoziona lo stesso, a chi mostra entusiasmo e spirito natalizio anche se ha mille preoccupazioni e cose per la testa. Buon Natale a chi si “accolla” il viaggio tra mille intemperie e ritardi, e a chi si sforza di trovare la voglia di festeggiare sempre e comunque.


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