Il Mago di Oz e i suoi misteri

Giulio Pulvirenti

Cinema

Il Mago di Oz e i suoi misteri

Il Mago di Oz e i suoi misteri
Giulio Pulvirenti
Pubblicato il 12 ottobre 2018

Era il 12 Ottobre del 1938 quando in America si dava il primo ciak ad uno dei film che segnò per sempre il cinema cult mondiale: Il Mago di Oz di Victor Fleming.

Tratto dal romanzo “Il meraviglioso mago di Oz” di L. Frank Baum, il film rappresenta uno degli esempi più arcaici di unione tra realtà e fantasy. Una favola in piena regola, che però cerca sempre di mantenere la lucidità del mondo reale.

La storia racconta di una ragazzina del Kansas, Dorothy, che durante un ciclone viene catapultata, con il suo cagnolino Totò, in un altra realtà. In questo mondo fatato, dove lei non vuole stare, sarà portata a fare un percorso tortuoso verso l’unico personaggio in grado di farla tornare alla realtà, ovvero: il mago di Oz. Al suo fianco ci sono tre personaggi diventati poi iconici: lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone fifone. Il film, con questi elementi, si pone come rappresentativo di un percorso di crescita. Ogni personaggio è creato alla perfezione e per ogni limite e problematica presentata all’inizio, durante lo svolgimento della storia tutto sembra risolversi. Ogni nodo viene sciolto e ogni difficoltà superata. La redenzione, l’amicizia, il lavoro di gruppo, la paura e il senso di casa sono solo alcuni dei temi trattati da questo film.

Il regista ,Victor Fleming, famoso anche per capolavori come Via col vento e Giovanna d’Arco, aiutato da Mervyn LeRoy, altro regista di cult come Quo Vadis, prese ben 14 sceneggiatori per la realizzazione del film. Scenografie e costumi incredibili e fuori di testa. Cast pieno di personaggi dello spettacolo ricchi di fama e talento. Una colonna sonora composta da brani simbolo come Over the Rainbow che fa vincere al film ben 2 Oscar oltre le altre 4 nomination. Questa è la ricetta perfetta che rende Il mago di Oz un film cult ancora oggi.

In questa opera cinematografica però aleggiano alcuni misteri che tendono al grottesco eccone qualcuno elencato al fine di stuzzicarvi e incentivarvi a riprendere visione di questo cult:

  • Il primo attore che doveva interpretare l’uomo di latta lasciò il ruolo pochi giorni dopo l’inizio delle riprese a causa del suo make up. Il suo trucco contente polvere di alluminio lo aveva intossicato mettendolo a rischio vita.
  • L’attore che sostituì il primo uomo di latta venne a sapere che l’uomo era stato semplicemente licenziato. A lui venne dato un altro tipo di trucco a base di una pasta, peccato che anche se in minor parte, vi era un quantitativo di polvere di alluminio. Ma non venne a sapere mai niente.
  • Anche il leone fifone aveva un trucco che non creò pochi problemi. Infatti proprio a causa di questo l’attore fu costretto a digiunare o a nutrisi solo di liquidi perdendo così un sacco di peso.
  • L’attrice che interpretò la strega dell’ovest, durante le riprese, fu vittima di gravi ustioni. Durante una scena infatti una macchina del fumo posta molto vicina a lei scoppiò a seguito di un avaria.
  • L’attrice che interpreta Dorothy, la protagonista, fu costretta per tutta la durata delle riprese a prendere anfetamine. Al fine di non poter prendere peso e dare al suo personaggio quello sguardo quasi allucinato e stralunato che la contraddistingue.
  • La MGM, la casa di produzione del film, pagava le comparsa con cifre irrisorie e ridicole. Questo atteggiamento spinse una delle comparse del gruppo dei nani a suicidarsi durante le riprese impiccandosi ad un albero di scena. La MGM però giustificò e modificò l’immagine girata dicendo che figura che si vede nel film è quella di un uccello grande che apre le ali. Questo giallo è tutt’ora irrisolto.

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