I MORTI NON MUOIONO: una commedia nera a sfondo sociale con un messaggio nitido

Francesco Lattanzio

Cinema

I MORTI NON MUOIONO: una commedia nera a sfondo sociale con un messaggio nitido

Francesco Lattanzio
Pubblicato il 16 giugno 2019

Una piccola cittadina, abitanti di quartiere, polizia locale, notte fonda e…zombie: sembrerebbero essere gli ingredienti giusti per un film horror “in stile George Romero”, eppure I morti non muoiono e molto più di un semplice film horror commedia, è un film a sfondo sociale, con lievi sfumature politiche.

Ma andiamo per gradi: presentato al Festival di Cannes, il film è attualmente in competizione per il Leone D’Oro. Distribuito in Italia a partire dal 15 giugno 2019, la pellicola è composta da un cast davvero molto interessante, tra cui impossibile non citare Bil Murray, Adam Driver, Tilda Swinton e Selena Gomez.

La trama

A causa dello spostamento dell’asse terreste, il pianeta Terra subisce alcune trasformazioni e cambiamenti, tra cui l’imminente risveglio di tutti i morti dalle loro tombe. La piccola cittadina di Centerville dovrà contrastare l’attacco contando sulla squadra di polizia e sulle loro forze.

Una commedia…non proprio per tutti

I morti non muoiono, si è rivelato essere un film davvero interessante e ben studiato: facendo leva sulla commedia, il regista ha saputo giocare bene con i dialoghi e con le situazioni per affrontare tematiche gravose che, se trattate in maniera differente da questa, sarebbero risultate troppo elaborate da digerire. Non si tratta, infatti, di una risata di pancia quella dello spettatore, ma più precisamente di una risata che stimola il senso critico ed il pensiero morale.

Come accennavo, il film ha un forte messaggio sociale e politico. In generale, la descrizione dei personaggi è estremamente simbolica e significativa per la morale della pellicola: gli abitanti di Centerville, infatti, non sono altro che un novero di personaggi, ognuno dei quali presenta caratteristiche, vizi e virtù che si riflettono nella società stessa: ossessioni, stranezze, comportamenti sono tutte componenti che plasmano un cittadino e la sua società.

Volutamente grottesca, l’intera vicenda sembra quasi essere una rappresentazione teatrale, in cui i protagonisti tenderebbero ad entrare in contatto con gli spettatori, per rendere più efficace il messaggio.

La tematica chiave è una pesante critica al materialismo che, stando alla rappresentazione nel film, è come una malattia che affligge l’intera cittadina sia in vita, che in morte. Da questa, si è poi passati alla tematica del sovrappopolamento e a quella della migrazione e di come questo fenomeno è riprodotto agli occhi dei cittadini di Centerville.

La piena e cosciente rappresentazione di una società tipicamente americana con i propri vizi, virtù, cliché e stereotipi, ha permesso una descrizione chiara e nitida di un problema logorante, per un film che è impossibile non capire e cogliere.

Tuttavia, la pellicola è stata apprezzata dalla critica, ma ha diviso il pubblico in due: chi l’ha apprezzata e chi l’ha disprezzata. Senza dubbio siamo dinanzi a qualcosa di differente e di innovativo, perciò apprezzarla non è facile, ma bisogna cercare di vedere e leggere il film in un senso più profondo e nel suo significato intrinseco.


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