Hikikomori: quando la società spaventa

Corrada Cannella

Nerdlife

Hikikomori: quando la società spaventa

Hikikomori: quando la società spaventa
Corrada Cannella
Pubblicato il 5 marzo 2019

Non li vedi in giro eppure esistono anche se vivono in tremenda solitudine. Gli Hikikomori sono così, restii sia a relazionarsi con la gente che ad uscire dal proprio “habitat naturale”, la casa e spesse volte anche solo la loro stanza. In realtà le due cose vanno di pari passo ma quello che ci incuriosisce di più sapere è il perché di questa condizione.

L’origine del termine è da ricercarsi nel verbo Hiku, che significa “tirare indietro” e da Komoru “ritirarsi”. Non è un disturbo qualsiasi, è una vera e proprio sindrome sociale che va diffondendosi ormai in maniera critica e capillare. Ma chi sono davvero gli Hikikomori?

Di questo ce ne ha parlato direttamente uno di loro, 21 anni:

“Mi sono accorto di essere un Hikikomori quando ho iniziato a perdere determinazione, fiducia in me stesso; è stato allora che ho cominciato ad isolarmi”

Dicevi che hai cominciato ad isolarti, spiegami il perché…                                                             

“Ci si sente “bloccati”, oppressi dalla società o semplicemente fuori luogo. Non c’è una condizione del mondo esatta per tutti, lo stesso essere Hikikomori ha più livelli”

Cioè?

“C’è chi sfida le proprie ansie e paura e magari cerca di uscirne, anche se di poco, altri invece non riescono proprio e si limitano a guardare il mondo dalla finestra, al massimo”

Che conseguenze comporta l’isolamento?

“Aumenta proprio l’ansia, la paura di uscire diventa sempre più insistente. Si perde familiarità pure con i luoghi, magari ti isoli per sei mesi e non ti accorgi che durante questo tempo le cose nel tuo quartiere sono cambiate. Così non riconosci più il posto in cui da sempre vivi, lo senti lontano anche se ci stai dentro”.

Un Hikikomori è felice di esserlo?

“A dispetto di quanto si possa pensare c’è una certa fierezza nell’esserlo, anche se sono convinto che alla fine pure i più fieri desiderino capovolgere la loro vita”.

Come si può uscire da questo tunnel?

“Serve tanto supporto, avere qualcuno accanto aiuta sempre. Inoltre, è importante avere delle passioni che ti spronino ad uscirne. Io, ad esempio, faccio rap e quando riesco a impormi sul palco mi sento vincente rispetto alla mia condizione”.

Cosa prova un Hikikomori?

“Questa è una domanda bellissima, perché molta gente di noi pensa che siamo apatici e senza emozioni ma non è vero. Forse le nostre sensazioni vengono amplificate o ridotte a seconda delle situazioni, però posso assicurarti che amiamo, odiamo, abbiamo paura e siamo felici proprio come tutti gli altri”.


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