Giovanna D’Arco, la “Pucelle” che guidò la Francia

Alessandra Di Marco

Oggi come ieri

Giovanna D’Arco, la “Pucelle” che guidò la Francia

Giovanna D’Arco, la “Pucelle” che guidò la Francia
Alessandra Di Marco
Pubblicato il 30 maggio 2019

Nel corso della storia, sono state moltissime le donne che hanno avuto un ruolo fondamentale nel susseguirsi degli eventi, e tra queste non possiamo non citare Giovanna D’Arco. Una figura che tutti abbiamo studiato, ma alla quale non sempre abbiamo dato il giusto peso. Per le sue gesta eroiche, la storia travagliata della giovane donna merita di essere ricordata e noi siamo qui per raccontarvela.

Nata da una famiglia contadina nel 1412, la pucelle (la pulzella, cioè la vergine) era convinta di essere stata chiamata da Dio per compiere una missione: liberare la Francia dal dominio della corona inglese e far consacrare re Carlo VII nella Cattedrale di Reims. Quelli furono degli anni particolarmente duri: tra il 1337 e il 1453, Francia e Inghilterra erano impegnate a lottare duramente l’una contro l’altra nella famosa Guerra dei 100 anni, che si concluse con la vittoria della Francia.

Con il suo coraggio, e grazie al volere del re, Giovanna D’Arco capeggiò l’esercito francese. Nonostante non avesse compiti di comando, con la sua tenacia e la sua fede, con il suo stendardo e la sua spada, l’esercito riuscì a liberare Olréans dai nemici inglesi.

Ma gli intenti della fanciulla non finirono qui, era disposta a tutto pur  di porre definitivamente fine al controllo inglese. I suoi piani, però, furono distrutti quando il 23 maggio del 1430 cadde prigioniera nelle mani dei Borgognoni, alleati degli Inglesi. L’anno seguente fu condotta nel castello di Rouen di fronte a un tribunale ecclesiastico assoggettato agli Inglesi.

Nessuno credeva alle sue visioni celestiali e alla sua missione divina. Per cui, quali accuse le furono rivolte per demolire la sua reputazione? I giudici erano indecisi se considerarla una contadinella esaltata oppure un’eretica. La donna, non difesa e lasciata sola dal re Carlo VII, non perse la sua grinta durante i lunghi e duri interrogatori; il risultato fu che venne considerata un’eretica e per questo condannata a morte. Il rogo del 30 maggio 1431 pose fine alla sua vita nella piazza del mercato di Rouen.

Per il suo valore e la sua fede, la Chiesa cattolica ha ridato dignità e giustizia alla sua figura: nel 1909 venne beatificata e nel 1920 fu proclamata santa da papa Benedetto XV.

Diventata un’eroina nazionale francese, la storia della pulzella d’Olréans, dal XV sec fino all’età contemporanea, ha ispirato molti scrittori, drammaturghi, musicisti e registi.


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