Perché valiamo “gratis”?

Alessandra Di Marco

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Perché valiamo “gratis”?

Perché valiamo “gratis”?
Alessandra Di Marco
Pubblicato il 1 ottobre 2019

Una settimana fa SudLife ha fatto il suo primo compleanno e ho avuto la possibilità di raccontarvi la mia esperienza. Come sono arrivata a svolgere il lavoro dei miei sogni nel posto perfetto.

Perché definisco SudLife perfetto? Perché prima di arrivare qui, ho avuto modo di capire come il mondo del lavoro sia una vera giungla.

Come racconta Sara, non importa se sei laureato o meno, se hai esperienza o meno, troverai sempre quell’offerta di lavoro che si rivelerà essere tutt’altro di quello che ti immaginavi. In poche parole un incubo.

Capisco che i tempi sono quelli che sono, capisco che viviamo in un momento difficile e di stallo. O meglio, siamo alla deriva. Ma non capirò MAI perché noi giovani dobbiamo essere trattati senza dignità.

Perché dovete proporre offerte di lavoro GRATIS? Perché dobbiamo uscire scoraggiati da un colloquio?

Capisco che bisogna fare sacrifici, capisco che bisogna formarsi e imparare, ma perché deve essere fatto gratis? Ma secondo VOI, datori di lavoro, se così vi potete chiamare, quando dovremmo iniziare a guadagnare? Quando dovremmo avere i nostri soldi? Quando dovremmo ottenere la nostra indipendenza? Quando dovremmo riuscire ad essere soddisfatti? Quando dovremmo svegliarci appagati la mattina sapendo che andremo a svolgere un lavoro, tutto guadagnato? Riuscite a capire che lavorare GRATIS è MORTIFICANTE? Non è questione di essere materialisti, ma di soddisfazione e indipendenza e anche di volersi contruire una famiglia.

E sinceramente non credo ci sia niente di male se, con i soldi guadagnati, un ragazzo/ragazza volesse comprarsi una macchina per non dipendere/vincolare i propri genitori.

Mi chiedo come riuscite a guardare i vostri figli la sera, che avranno la nostra stessa età, dopo aver detto ad un ragazzo/a “ovviamente, il lavoro non è retribuito” o “puoi stare quanto vuoi qui, ma gratis” o peggio ancora “questa ragazza direbbe si ad ogni cosa” (uno degli insulti più brutti che una ragazza possa ricevere e che ho provato personalmente).

La peggiore di tutte “sei senza esperienza, cosa ci fai qui? Posso farti fare un mese di prova, così, tanto per, ma non di più. “. PRONTOOO? SIAMO USCITI DAL LICEO O DALL’UNIVERSITÀ, MI DITE CHE ESPERIENZA DOVREMMO AVERE? SE INVIAMO CURRICULUM CI SARÀ UN MOTIVO?

Ma nella TOP 10 delle frasi più inutili, il famoso “LE FAREMO SAPERE“, e puntualmente si perdono le tracce.

Beh, i vostri figli non sapranno mai tutto questo, non sapranno che anche loro potranno interfacciarsi con datori di lavoro come voi.

Non voglio fare di tutta un’erba un fascio, ma non voglio neanche stare con i paraocchi e fare finta che queste situazioni non esistano.

“Il lavoro nobilita l’uomo”, mi sa che questa espressione non l’hanno proprio capita.


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