Giornata nazionale del dialetto: “Che fine farà il dialetto? Non si può prevedere”

Alessandra Di Marco

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Giornata nazionale del dialetto: “Che fine farà il dialetto? Non si può prevedere”

Alessandra Di Marco
Pubblicato il 17 gennaio 2020

Il mondo è in continua trasformazione: nascono nuove tendenze, nuove tecnologie e soprattutto nuovi modi di scrivere e parlare; la lingua della nuova generazione si alterna tra un emoticon e una GIF. Una comunicazione istantanea e frammentaria caratterizzata da una versione 2.0 dell’italiano: e-taliano – così definita dagli studiosi di linguisticauna lingua nata nelle chat e nei social network.

Ma se la lingua italiana sta subendo una forte mutazione, cosa ne sarà del dialetto? Abbiamo cercato di affrontare questo dubbio con la professorressa Giovanna Alfonzetti – docente di Sociolinguistica dell’italiano presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania – proprio in occasione dell’ottava edizione della Giornata nazionale dedicata al dialetto e alle lingue locali promossa dall’Unione Nazionale Pro Loco.

Secondo gli studi di sociolinguistica è emerso come i giovani tendano ad utilizzare il dialetto per scherzare e ridere o per esprimere determinate emozioni – soprattutto sui social – mischiando a volte il proprio dialetto con altre lingue o addirittura con altre espressioni regionali dando così origine a un bricolage linguistico.

L’obiettivo di questa giornata è quello di non dimenticare che il dialetto rappresenta la nostra identità ed è ciò che ci lega fortemente al nostro territorio. È anche simbolo di comunità: quanti giovani fuori sede si sentono più vicini a quei colleghi/amici che provengono dalla stessa regione e, dall’intonazione al quel termine tipicamente dialettale, si sentono a “casa”. Nello stesso tempo, se il dialetto continua ad essere delimitato solo nelle circostanze in cui suscita la risata o esprimere un’emozione,  può portare ad un processo di restrizione perchè: “una lingua vive se si trasmette nelle generazioni”, afferma la professoressa Alfonzetti.

Anche Wiko – l’azienda francese produttrice di telefonini – durante il World Voice Day ha caricato un IGTV sul proprio canale Instagram  in cui la community inviava un messaggio vocale ognuno nel proprio dialetto inteso come: “strumento musicale naturale…e vale la pena preservarlo“.

Sul nostro canale YouTube potrete ascoltare le riflessioni della prof.ssa Alfonzetti sul rapporto dei giovani con il dialetto e quale sarà il suo destino.

 

 


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