Giorgio Vanni: quando le voci della tua infanzia ti parlano

Antonio Catara

Cult

Giorgio Vanni: quando le voci della tua infanzia ti parlano

Pubblicato il 7 giugno 2019

Incontrare un proprio idolo è sempre un’emozione, ma incontrarne uno della tua infanzia lo è molto di più. Sarà che quando si è piccoli si vede il mondo con molta più semplicità e sarà che tutto sembra più magico e speciale, fatto sta che i personaggi che ci accompagnano nella crescita non se ne vanno mai, restano sempre ben incastonati nella nostra mente.

Giorgio Vanni è una di queste figure, uno di quei capisaldi che ogni bambino o adolescente deve per forza avere. Sarei capace di dimenticare avvenimenti, formule matematiche e password, ma mai un testo di una sua sigla. Dragon Ball, Yu-Gi-Oh, Naruto e i Pokémon sono solo alcuni dei cartoni animati ai quali Giorgio Vanni ha prestato la propria voce e sfido chiunque a non cantarne a squarciagola le canzoni d’apertura.

GIORGIO VANNI SUDLIFEIo posso ritenermi fortunato, perché, nella splendida cornice dell’Etna Comics, ho potuto parlare a quattr’occhi proprio con Giorgio Vanni. Mentre aspettavo di potergli porre le mie domande, non nascondo che le gambe hanno cominciato a tremarmi, la mia fronte sudava freddo e le mie unghie sono finite rosicate fino all’osso. Quando, poi, ho effettivamente parlato con lui, seduti insieme su un divanetto, la voce faticava ad uscire, come se avessi avuto un groppo in gola. Ogni sua risposta mi portava indietro con gli anni e mi emozionava: la voce che mi aveva cresciuto ogni pomeriggio per dieci anni mi stava parlando e stava rispondendo alle mie domande. Per circa un’ora dopo l’intervista sono rimasto con gli occhi da pesce lesso e il cuore a tremila.

Certo, se avessi potuto sarei rimasto con lui a parlare per ore ed ore, ma purtroppo in questo genere di eventi i tempi sono sempre molto stringati. Eppure, nel poco tempo che ho potuto condividere con lui, mi sembra di averlo conosciuto meglio. La voce iconica di Giorgio Vanni aveva preso forma davanti a me e non era affatto un supereroe, ma un uomo qualunque. Un uomo che mette il massimo dell’impegno in tutto ciò che fa, un uomo che riesce a trasmettere la propria passione con pochi semplici gesti, ma, soprattutto, un uomo che ha saputo e tutt’ora sa tenere vivo il bambino che è in lui. Adesso scusatemi, ma vado a riascoltare tutte le sue sigle a ripetizione.

Commenti dei lettori


Copyright © anno 2018 - SudLife
Direttore Lucia Murabito
Direttore Editoriale Pierluigi Di Rosa