Fortnite: analisi di un grande successo, tra haters e flames

Sara Obici

Hi-tech

Fortnite: analisi di un grande successo, tra haters e flames

Fortnite: analisi di un grande successo, tra haters e flames
Sara Obici
Pubblicato il 29 marzo 2019

Ci metto la mano sul fuoco: qualsiasi studente italiano delle scuole medie sa cos’è Fortnite. Potrebbe amarlo, potrebbe odiarlo, ma lo conosce comunque. Potrei spingermi anche più in là, dicendo che ci ha anche sicuramente giocato, ma alla mia mano ci tengo. A parte gli scherzi, quel che è sicuro è che il titolo Freemium della Epic Games ha letteralmente conquistato il mondo. Cerchiamo di capire perchè.

Alle origini del successo

FORTNITE-IN-GAME-SCREENSecondo uno studio di SuperData, Fortnite è il gioco che ha incassato di più nella storia dei Videogames, e un motivo c’è. Sembra così “semplice” a vederlo, così “fumettoso” e basilare in tutte le sue componenti, dal menù principale alle vere e proprie meccaniche in-game, che si fa davvero fatica ad inquadrarlo. In realtà dietro c’è un lavoro di 6 anni, portato avanti da Epic Games e People Can Fly, case produttrici all’epoca quasi sconosciute, e adesso totalmente sotto i riflettori.

Il gioco ha sicuramente il merito di essere facilmente “comprensibile” da chiunque, anche perchè è stato evidentemente concepito per una fascia d’età che si aggira dagli 8 fino ai 14 anni. A mio parere può essere considerato come una sorta di alternativa “per piccoli” a giochi come Call of Duty, H1Z1, PlayerUnknown’s Battlegrounds e similari. “Non hai ancora l’età per giocare a questi titoli più realistici e violenti? Bene, nel frattempo ti puoi allenare con Fortnite”, questo è quello che evidentemente avrà pensato Tim Sweeney, il ceo di Epic Games.

Grafica fumettosa, cel-shading ben costruito, modelli dalle forme tondeggianti, tutto è studiato per rendere il gioco fluido ed accattivante, ma sopratutto perfettamente adatto al suo pubblico di riferimento. Molto furba anche la scelta di introdurre contenuti aggiuntivi a pagamento, come skin, accessori e oggetti vari, del tutto superflui ma accattivanti e soprattutto “invidiabili”. Ma sul serio c’è chi acquista questi “orpelli” collezionabili? Evidentemente si, dato che si stimato che, solo per quanto riguarda i sistemi iOS, il fatturato di Epic Games sia di circa due milioni di dollari al giorno!

Le diverse modalità di gioco

Fortnite è più completo che mai, e anche se si presenta ancora con la dicitura “Accesso Anticipato”, forse per cercare di mettere le mani avanti, possiede davvero un’ampia gamma di modalità di gioco. Ci sono tre possibili tipi di “partita”: Salva il mondo, Creativa, e la vera e propria Battle Royal, malamente tradotta in italiano come “Battaglia Reale”. In sostanza sono rispettivamente una sorta di PvE, un Sandobox e un PvP.

Inutile dire che quella che sta davvero spopolando è la modalità Battle Royale. Giocatori di tutto il mondo l’uno contro l’altro in una mappa di gioco che si restringe progressivamente in una safe zone sempre più piccola, cosa desiderare di più? Ah si, la possibilità di demolire completamente qualsiasi oggetto e al contempo di costruire edifici per difendersi dagli avversari. Questo è davvero ciò che rende innovativo Fortnite, la possibilità di impostare anche una strategia di questo tipo.

In conclusione, sommando tutti questi aspetti, tutte le strategie di mercato e i calcoli complessi che sono stati fatti, si è creato comunque un prodotto divertente, e soprattutto bello da giocare insieme. Il passaparola, il fatto che “tutti i miei amici ci giocano, perchè io no?”, si è autoalimentato nel corso del tempo, e ha portato a questo boom planetario. Che può piacere o non piacere, ma è sicuramente innegabile.

Commenti dei lettori

Luca vaccariello

ADRIANO

21 giugno 2019 | 20:48 | Rispondi

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