Europee contro Universitarie: e se i giovani ne sanno più dei vecchi?

Antonio Catara

News&Politics

Europee contro Universitarie: e se i giovani ne sanno più dei vecchi?

Europee contro Universitarie: e se i giovani ne sanno più dei vecchi?
Pubblicato il 10 maggio 2019

Questo mese di maggio potrebbe essere benissimo soprannominato “il mese delle elezioni”. Il 26 maggio tutti i cittadini, ammesso che si abbia almeno una vaga idea di cosa sia una tessera elettorale, dovranno esprimere una preferenza per quanto riguarda i rappresentanti al parlamento europeo.
Senza andare troppo lontano, però, anche i nostri studenti universitari saranno impegnati nell’elezione dei propri rappresentanti all’ERSU al CNSU.

In tutto questo siamo in pieno terzo millennio e i sistemi di comunicazione sono stati completamente stravolti. Goodbye volantini e manifesti e via di post e insertion che intasino feed e wall. Non ci avete capito una mazza? Neanche io, ma a quanto pare anche infilare anglicismi totalmente a caso nei discorsi è moderno.

Ad ogni modo l’interazione social sta sempre più sostituendo quella ‘brevi mano’ e se si vuole pensare di avere successo, anche in politica, bisogna imparare a conoscerne le potenzialità per sfruttarle al massimo. Concetto che è stato recepito benissimo dai ragazzi candidati alla rappresentanza degli studenti all’ERSU e al CNSU dell’università di Catania, che hanno svolto la loro campagna elettorale praticamente interamente sulla rete. Video esplicativi, dirette, immagini accattivanti e programmi chiari: il tutto ben ottimizzato sulle piattaforme digitali. Insomma, bisogna dirlo, i ragazzi del nostro ateneo sono una spanna sopra a chi ci dovrà rappresentare a Bruxelles. Se si pensa, però, che chi si impegna oggi “solo” per la propria università un domani potrebbe affacciarsi al panorama politico cittadino, nazionale e, perché no, internazionale, allora le premesse fanno sicuramente ben sperare. Con la speranza che i profili, le bacheche e le sezioni commenti dei politici del futuro possano somigliare sempre meno a quelle di Matteo Salvini.

La distanza che esiste tra le due realtà, però, non è da considerare puramente casuale, affatto. Questa abissale differenza è sintomatica di una politica vecchia, chiusa e obsoleta che si rifiuta di aprire i propri orizzonti e di modernizzarsi, lasciando spazio ai giovani. Praticamente i tempi della politica sono talmente dilatati che quando le nuove leve riescono finalmente a farsi spazio e a trovare un proprio posto nel mondo sono già roba vecchia.

Ma proviamo ad essere ottimisti, votiamo, esprimiamo le nostre preferenze e sosteniamo chi ci ispira fiducia. Buon mese delle elezioni!


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