Studenti Vs ERSU Catania: “Ci Tolgono il pane di bocca”

Sara Obici

News&Politics

Studenti Vs ERSU Catania: “Ci Tolgono il pane di bocca”

Studenti Vs ERSU Catania: “Ci Tolgono il pane di bocca”
Sara Obici
Pubblicato il 7 novembre 2018

“Quanto successo in questi giorni, in relazione al servizio mensa dell’ERSU, è il punto di arrivo di una serie di scelte al ribasso operate dall’ente senza che gli studenti potessero in alcun modo intervenire. Hanno commesso degli errori nella pubblicazione delle graduatorie e stanno costringendo gli studenti a pagarne le conseguenze.”

Queste le parole di Sergio Di Mauro, Senatore Accademico dell’Associazione Archè. Frasi di supporto per i tanti studenti che, nella giornata di ieri, si sono radunati davanti alle principali mense cittadine per protestare contro l’Ente regionale che, almeno sulla carta, avrebbe il compito di tutelarli.

“Sul sito ufficiale dichiarano di contribuire al diritto allo studio e di dare agevolazioni agli studenti più meritevoli; ma poi danno l’impressione di non conoscere neanche quali siano i criteri per affidare le borse di studio! Quali regole hanno seguito quest’anno?

Le sole liste degli idonei sono piene di errori e incongruenze, non oso immaginare come saranno quelle dei veri e propri vincitori, sempre se e quando si degneranno di pubblicarle [n.d.r dovevano essere pubblicate il 31 ottobre]”

A continuare la linea di pensiero di Sergio troviamo adesso Nicoletta Petrotto, una delle studentesse che nella giornata del 29 ottobre sono state ricevute dal direttore dell’ERSU, il dott. Valerio Caltagirone. Ma cosa è avvenuto davvero? Quali sono queste “incongruenze”?

“Sono uscite due diverse liste di studenti idonei alla borsa di studio. La prima lista è uscita giorno 24 ottobre, ma è stata l’ERSU stessa a ritirarla con un comunicato, dicendo praticamente che c’erano delle discrepanze tra i dati dichiarati dagli studenti e quelli in loro possesso, e che quindi avrebbero necessitato di più tempo per accertamenti”

“Evidentemente – prosegue Nicoletta –  non hanno usato questo tempo nel migliore dei modi, perché poi, dopo un solo giorno di “stallo”, il 26 ottobre hanno fatto uscire una nuova lista degli idonei, ma gli errori e le incongruenze c’erano ugualmente!”

“Ci sono studenti che hanno un numero visibilmente sproporzionato e “gonfiato” di crediti, che non è plausibile nemmeno per ragazzi dell’ultimo anno, figuriamoci del secondo”.

“Per contro c’è anche chi ha un numero di cfu inferiore a quello previsto dal bando anche solo per poter fare richiesta, ma che misteriosamente­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ non solo l’ha fatta ma è per di più risultato assegnatario di posto letto! Per non parlare anche di chi risiede a Catania e ha comunque ricevuto un alloggio!”

“Notando tutti questi errori io e una delegazione di altri ragazzi siamo andati ad incontrare il direttore dell’ERSU, e abbiamo stilato un documento ufficiale mettendo in luce tutti questi dati quantomeno poco chiari, esigendo al tempo stesso trasparenza e criteri formali.

Questi eventi sembrano andare contro tutta una serie di segnali incoraggianti che di recente l’ERSU stava provando a lanciare, come ad esempio l’iniziativa degli abbonamenti a metà prezzo per la stagione teatrale, o l’obiettivo, dichiarato al nostro giornale dal direttore Alessandro Cappellani, di voler garantire le borse di studio al 100% dei richiedenti.

Ma i fatti parlano chiaro, e ancor più gli studenti, ascoltiamo ancora le parole di Nicoletta:

“Non ce lo stiamo inventando, sono anni che vediamo diminuire sotto i nostrii occhi sempre più opportunità senza poter fare nulla. È da due anni che è stato eliminato il rimborso spese per l’alloggio, e ce ne sarebbe davvero bisogno, dato che dei 1281 ragazzi che avrebbero diritto al posto letto solo 689 potranno averlo! Gli altri come faranno?”

“E poi vogliamo parlare della Mensa? Fino all’anno scorso c’erano due pasti gratuiti al giorno sia per gli idonei sia per gli assegnatari delle borse di studio, mentre invece quest’anno il calcolo e il criterio per ripartire i pasti sembra essere talmente “cervellotico” da essere perfino difficile da spiegare, ma la sostanza è questa, si è ridotto moltissimo, perchè:

Da quest’anno – spiega ancora Nicoletta-  solamente gli assegnatari di borsa di studio potranno usufruire gratuitamente del servizio ristorazione, ma non è tutto! Oltre ad essere gli unici beneficiari questo loro diritto sarà comunque limitato ad un numero massimo di pasti gratuiti pari a 180 per gli iscritti ai primi anni e a 360 per gli iscritti agli anni successivi al primo. Quindi praticamente gli studenti iscritti al primo anno vincitori di borsa di studio mangeranno gratuitamente solo per tre mesi, gli studenti iscritti agli anni successivi per sei mesi soltanto. No, non è uno scherzo quando si dice che ci stanno togliendo pure il pane di bocca!”

“Se non riescono a fare neanche queste cose basilari come possono pensare di dare la borsa di studio al 100% dei richiedenti?!”

Fanno eco a queste parole quelle del Senatore Accademico Federico Scalisi, che però individua una causa ben precisa in queste problematiche: “Le ultime vicende sono la ciliegina ‘amara’ sulla torta di un problema grave e ormai duraturo che affligge il diritto allo studio all’interno del nostro Ateneo.”

“Difatti i problemi derivano dal fatto che manca all’interno del c.d.a ERSU la figura preposta a tutela degli studenti, inoltre è totalmente assente un un sistema unico “Regione-Ersu-Università”, che dovrebbe corcordare una linea unica e comune per garantire maggiore tutela del diritto allo studio e maggiori investimenti sulle strutture e sui servizi.”

“Questa situazione – ribadisce ancora Federico – potrebbe avere uno scossone positivo a maggio, quando probabilmente si voterà per eleggere i rappresentanti in seno al c.d.a ERSU. Inoltre si sta anche discutendo sulla Legge sul Diritto allo studio, legge di cui siamo in attesa da molto tempo, basti pensare che la nostra Sicilia è rimasta l’unica regione d’Italia a non averla ancora. Nel frattempo è mia intenzione concordare, anche con l’aiuto dei miei colleghi rappresentanti, un tavolo tecnico con i dirigenti dell’E. R. S. U. e dell’Assessorato Regionale alla Formazione e all’Istruzione”

Ma nel frattempo che la situazione si “scuota” cosa possiamo fare? Se volete tentare di cambiare questo preoccupante andamento potreste decidere di unirvi alle proteste di oggi davanti alle residenze ERSU della città.

Commenti dei lettori


Copyright © anno 2018 - SudLife
Direttore Lucia Murabito
Direttore Editoriale Pierluigi Di Rosa