E’ ufficiale: I catanesi sono fessi!

Arcoria Antonio

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E’ ufficiale: I catanesi sono fessi!

E’ ufficiale: I catanesi sono fessi!
Arcoria Antonio
Pubblicato il 27 gennaio 2020

Ormai è ufficiale, per l’amministrazione comunale i catanesi sono fessi!

Sabato mattina, il sindaco di Catania Salvo Pogliese sulla sua pagina Facebook scriveva:

“Vogliamo una Catania sempre più a misura d’uomo e, per questo, abbiamo varato un imponente piano di pedonalizzazioni che riguarderà non solo le principali piazze e strade del centro storico ma anche di altre zone della città.”

 

“Benissimo! Finalmente l’amministrazione comunale si muove sulla via della salvaguardia, tutela e fruizione dei beni comuni per incentivare una risorsa vitale per il territorio, ossia il turismo.” – ho ingenuamente pensato.

Peccato che dopo un’attenta analisi dei siti che dovrebbero “diventare” pedonali e di conseguenza fruibili al turismo mi son reso conto che la maggior parte delle aree, pedonali, lo sono già! 

In realtà l’unica piccola novità che concerne l’incremento delle zone pedonali nel centro storico riguarda soltanto un piccolo tratto di via Garibaldi (tra piazza Duomo e piazza Mazzini) e piazza Dante.

Adesso proviamo ad analizzare le altre aree che, secondo l’amministrazione comunale, “diventeranno” pedonali:

  • Via Etnea, da porta Uzeda a piazza Stesicoro: non so voi, ma io la ricordo pedonale da quando sono nato.
  • Via Vasta: già pedonale dato che di fatto porta in via Etnea.
  • Piazza Vincenzo Bellini : in teoria, già pedonale. In pratica, sappiamo come essa viene adibita a parcheggio o pista di formula uno  il sabato sera. Questo sotto gli occhi, spesso ahimè indifferenti, delle forze dell’ordine.
  • Via Santa Filomena: già pedonale
  • Piazza Cutelli: pedonale.
  • Via porta di ferro: piccolissimo tratto di strada già impercorribile dalle auto perché sbuca in piazza Cutelli, già pedonale.
  • Via San Calogero (da via Zurria a via Scuto): in teoria, pedonale.

Detto questo, il sindaco conclude scrivendo:

“L’obiettivo da un canto è aumentare la vivibilità per cittadini e turisti, dall’altro esaltare le bellezze monumentali nel cuore del nostro splendido barocco.” 

Cavolo” – ho pensato. “Finalmente ci siamo resi conto che Catania, potendo vantare ben due siti patrimonio dell’umanità protette dall’Unesco (città barocca della val di Noto e l’Etna) e uno degli aeroporti più trafficati in Europa, potrebbe incrementare notevolmente i propri introiti economici incentivando il turismo. “

Ma siamo proprio sicuri che il centro storico della città sia davvero fruibile alla popolazione locale e ai turisti?

Assolutamente no!

Catania, a mio avviso una delle città più belle, ricche di cultura e storia d’Italia, deve fare i conti con un sistema di servizi di mobilità pubblica pressochè inesistenti. (Basterebbe chiedere di raccontarci le avversità, affrontate ogni giorno per andare a lezione, a un qualunque studente universitario).

Deve fare i conti con l’incuria e il menefreghismo dei cittadini. Ancor più grave, degli enti pubblici che si dovrebbero occupare dello smaltimento dei rifiuti nel centro storico e nelle altre parti della città.

Deve fare i conti con un utilizzo sfrenato e spropositato dei mezzi di trasporto personali, che rendono il centro storico praticamente impenetrabile.

Per non parlare dei parcheggiatori abusivi che, sotto gli occhi di tutti, chiedono il pizzo ai poveri sventurati che parcheggiano l’auto nel centro storico.

Io amo profondamente la mia città e la mia terra. Ricca di bellezze e spesso popolata, ahimè, da gente che non ha il minimo rispetto per essa. 

Vi lascio con queste foto scattate la sera di venerdì 24 gennaio, in piazza Duomo, tra le facce schifate dei turisti e lo sconcerto di giovani catanesi, come me, che vorrebbero il meglio per questa maledettissima città abbandonata da Dio e dai sui stessi cittadini.

L’auspicio è che chi di dovere si muova finalmente, e una volta per tutte, alla reale tutela e salvaguardia del nostro territorio e patrimonio. Che, attualmente, è sempre più in mano alle barbarie di una parte, malsana, della popolazione che mostra, al mondo, il lato peggiore della nostra splendida città.


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