È morta la Satira, viva la Satira!

Sara Obici

Oggi come ieri

È morta la Satira, viva la Satira!

È morta la Satira, viva la Satira!
Sara Obici
Pubblicato il 7 gennaio 2019

Esattamente tre anni fa aveva luogo l’attentato alla sede del settimanale satirico parigino Charlie Hebdo. Lo sappiamo tutti, se nè è parlato in lungo e in largo per settimane, e non c’è stata persona che non si sia espressa in merito. Dai falsi perbenisti a chi quasi diceva “se lo sono meritato”, da chi era sinceramente addolorato a chi solo per moda decideva di cambiare la propria immagine del profilo.

È però innegabile che, indipendentemente dal modo in cui ciascuno di noi ha deciso di interpretare la questione, questo attentato sia entrato nell’immaginario collettivo come uno dei più gravi attacchi alla libertà di informazione e di satira nella storia mondiale. E su questo punto purtroppo non si può far altro che concordare. È stato un atto di forza scagliato contro l’ironia, la satira e la provocazione verbale. E quando avviene qualcosa del genere non c’è comunque a prescindere alcun vincitore.

Perchè, per quanto possiamo considerare un certo organo di informazione come sgradevole e ripugnante, nessuno ci da comunque il diritto di poterlo estirpare con la forza. Per limitarlo, nei casi in cui ci siano effettivamente delle violazioni, esistono le leggi delle censure e le norme previste dal codice civile. È vero, Charlie Hebdo è stato più volte sul filo del rasoio, ma è un giornale di satira, e questo è quello che deve fare la satira per definizione.

Deve avere il coraggio di deformare la realtà a dismisura, di accentuarne i difetti e metterne in mostra il ridicolo, deve poter scherzare su tutto, senza alcuna limitazione. E quindi giù di vignette contro i mussulmani, contro gli italiani in occasione del terremoto, contro i potenti e i poveri. La vera libertà, la vera mancanza di discriminazione, avviene quando si è liberi di poter scherzare su tutto. Perchè è proprio scegliendo di tralasciare alcuni argomenti che li si isola e in qualche modo li si discrimina!

Quindi in un mondo utopistico, dove si è imparata questa lezione, ogni giornale dovrebbe poter essere libero di pubblicare qualsiasi cosa (sempre nel rispetto delle leggi), e se poi effettivamente sono contenuti privi di valore, allora si estinguerebbe da solo senza avere un seguito, perchè nessuno lo troverebbe rilevante! Questa potrebbe essere anche la soluzione a chi dice “c’è troppa libertà di informazione, gli idioti un tempo non avrebbero avuto così tanta risonanza”, ecco, ma purtroppo non viviamo in un utopia.

 


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