Dolittle: la recensione del film con Robert Downey Jr.

Francesco Lattanzio

Cinema

Dolittle: la recensione del film con Robert Downey Jr.

Dolittle: la recensione del film con Robert Downey Jr.
Francesco Lattanzio
Pubblicato il 2 febbraio 2020

Conosciamo tutti il dottor John Dolittle, celebre protagonista dei romanzi di Hugh Lofting e ben conosciuto, anche, per l’interpretazione di Eddie Murphy nei precedenti film dedicati al personaggio.

Dal 30 gennaio, in Italia, è stato distribuito il nuovo film sul celeberrimo personaggio, questa volta interpretato da Robert Downey Jr., il quale riesce a dar corpo a modo suo alla stravagante figura protagonista.

Il film si incentra su un’avventura intrapresa da John, accompagnato dal suo “assistente”, in una stravagante corsa contro il tempo per salvare la regina avvelenata. Questo viaggio sarà per Dolittle un momento di riflessione e di auto consapevolezza, oltre che una lotta contro i fantasmi del suo passato.

Un film riuscito a metà

Si tratta chiaramente di un film per bambini, senza alcun impegno esigente, ma con la pura voglia di far divertire e far svagare per qualche ora il pubblico.

Il personaggio di John Dolittle è caratterizzato in tutte le sue sfumature, dall’eccentricità alla sua bravura nel campo medico, alla sua passione per gli animali.

Tuttavia, non sempre riesce a convincere lo spettatore, poiché non si incastra alla perfezione con la trama tessuta dal regista.

Lo sviluppo dell’azione è, a tratti, troppo lento e, a tratti, eccessivamente movimentato: questo, dunque, crea disarmonia nella pellicola che non riesce a convincere fino in fondo lo spettatore.

I movimenti divertenti non mancano, ma si tratta di quelle risate di pancia per nulla innovative, che abbiamo sentito in più e più occasioni nel cinema di genere.

Il film affronta tematiche, seppur in embrione, molto interessanti, quali la demoralizzazione, la sconfitta e la rinascita e il dolore per la perdita, ma non le approfondisce fino in fondo, proprio perché non si tratta di un film da cogliere con serietà, ma l’unico impegno che la pellicola dimostra è quello di far divertire.

Nel complesso, un prodotto senza infamia e senza lode, che non aggiunge nulla di più alla figura del protagonista, né aggiunge o si farà ricordare per qualche novità intrinseca nel genere cinematografico trattato.


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