Decreto Sicurezza Bis: ecco perché non è tutto da buttare

Antonio Catara

News&Politics

Decreto Sicurezza Bis: ecco perché non è tutto da buttare

Decreto Sicurezza Bis: ecco perché non è tutto da buttare
Pubblicato il 7 agosto 2019

Con 161 voti favorevoli al Senato, il Decreto Sicurezza Bis è divenuto ufficialmente legge. L’approvazione del decreto ha scatenato, com’è ovvio che sia, reazioni contrastanti da maggioranza e opposizione. Se da un lato si inneggia all’ennesima vittoria di Salvini, dall’altro si grida alla morte dell’umanità in Italia. Ma, nel Decreto Sicurezza Bis, è davvero tutto da buttare?

Cosa cambia in negativo

  • Matteo Salvini acquisisce troppo potere
    Grazie al DS Bis, il Ministro dell’Interno può “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e Sicurezza pubblica”. In pratica, le figure del Ministro della Difesa (Elisabetta Trenta ndr) e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Danilo Toninelli ndr) vengono svilite drasticamente. L’unico a poter porre un eventuale veto alle scelte di Salvini sarà il Presidente Conte, che, vista la situazione attuale all’interno della maggioranza, eviterà certamente di fare la voce grossa.
  • Multe a ONG e Sequestro NaviIl problema qui non è voler difendere i confini nazionali, né tantomeno pretendere dall’Europa aiuti concreti sul tema immigrazione. Il problema- e azzarderei dire il paradosso- è che il nostro Senato abbia approvato una Legge che cozza con gli accordi internazionali. L’articolo 33 della Convenzione di Ginevra stabilisce che il soccorso in mare avvenga presso il porto più vicino e, parallelamente, l’articolo 117 della nostra Costituzione stabilisce che le leggi internazionali trascendano quelle nazionali. In sostanza: l’eventuale forzatura del blocco navale viola il Decreto Sicurezza Bis, che a sua volta viola la Convenzione di Ginevra e la nostra stessa Costituzione.

    Minacciare di multare e sequestrare le navi alle associazioni che svolgono salvataggi in mare significa rifiutare di prestare soccorso. Soccorso che, si badi bene, non significa in alcun modo accoglienza obbligata o impossibilità di rimpatrio.
    Poi ci sono le ONG che trafficano esseri umani insieme agli scafisti, ma quello è un altro paio di maniche.

Cosa cambia in positivo

  • Manifestazioni e reati

    Le pene per coloro i quali, durante una manifestazione pubblica e senza valido motivo, rendano impossibile il riconoscimento della propria persona vengono inasprite. E a meno che non abbiate intenzione di scatenare una guerra civile non vedo motivi per essere contrari a questo provvedimento.
    Inoltre, l’inasprimento delle pene vale anche per l’oltraggio e la violenza a pubblico ufficiale. Ricordiamoci sempre che chi indossa una divisa e un casco antisommossa lo fa per garantire la sicurezza di tutti, manifestanti e cittadini, e non di certo per divertimento. Fra l’altro, dubito che a qualcuno possa fare piacere se, mentre si lavora, la gente cominci ad insultare e a sputare contro senza alcun motivo.
  • Tutele nei confronti di Polizia e Vigili del FuocoSe vi sentite indignati dal fatto che i buoni pasto dei poliziotti siano aumentati da 4 a 7 euro, che siano state stanziate risorse per il miglioramento delle divise e che sia stato aumentato il monte ore di straordinario per i vigili del fuoco non siete politicamente contrastivi, siete solo stronzi
  • Sicurezza negli stadiGli stadi dovrebbero essere dei posti di divertimento e di spensieratezza, dove vivere giornate di sport e di agonismo in serenità. Invece, spesso sono stati teatro di scontri, violenze e, in alcuni casi, morti. Con il Decreto Sicurezza Bis, tifosi, atleti e arbitri vengono semplicemente tutelati.

Questi sono i punti fondamentali estratti dai 18 articoli in cui consiste il Decreto Sicurezza Bis. Alcune cose sono da rivedere, altre sono addirittura ridicole, ma qualcosa è salvabile o addirittura ottimo.
Va bene criticare i governi e le loro manovre, purché le critiche avvengano, almeno, dopo aver letto i testi ufficiali e non per mera antipatia nei confronti di un Ministro.


Copyright © anno 2018 - SudLife
Direttore Lucia Murabito
Direttore Editoriale Pierluigi Di Rosa