Decreto (IN)sicurezza: le scuole crolleranno ma nessuno sarà “fatto”!

Antonio Catara

News&Politics

Decreto (IN)sicurezza: le scuole crolleranno ma nessuno sarà “fatto”!

Decreto (IN)sicurezza: le scuole crolleranno ma nessuno sarà “fatto”!
Pubblicato il 19 gennaio 2019

A Catania il numero di problemi strutturali all’interno delle scuole è praticamente inimmaginabile. Boggio Lera, Spedalieri e Cannizzaro hanno addirittura deciso di procedere con la più estrema delle proteste: l’occupazione.

Il Boggio Lera

Quelli che vedete sono solamente alcuni dei problemi strutturali che affliggono gli istituti di cui stiamo parlando.
Gli studenti del Boggio Lera si ritrovano a dover stare attenti a dove mettono i piedi e se, per disgrazia, si ritrovano ad essere sbattuti in succursale possono anche dire addio alle lezioni di educazione fisica, dato che la palestra della struttura è inagibile da tempo immemore.
Per fortuna, grazie all’occupazione degli ultimi giorni, forse, qualcosa sta per cambiare. Gli studenti hanno presentato un dossier al Prefetto che si è impegnato a risolvere le problematiche del liceo.

Lo Spedalieri

Diversa la situazione del liceo Spedalieri che si è anche trovato la propria dirigente contro. Insomma, non solo questi ragazzi si ritrovano a vivere ogni giorno in una struttura non consona alle loro esigenze, ma vengono anche presi in giro dalla propria preside! Nell’ultima assemblea d’Istituto un ragazzo ha addirittura rischiato di rimanerci secco, prendendo la scossa dal microfono.

Ovviamente questo significa che salvavita e messa a terra della struttura probabilmente non sono a norma. A riprova di ciò basta sapere che non esiste un documento di agibilità della struttura e che l’unico documento a disposizione degli studenti afferma che gli impianti non sono assolutamente monitorati.

Tutto smentito dalla preside, che piuttosto che trovare una soluzione liquida i ragazzi, minacciandoli e intimando loro provvedimenti disciplinari in caso di ulteriori proteste.

Cornuti e mazziati, praticamente.

E il bello è che, secondo la preside, tutti i problemi che vi stiamo raccontando e che potete vedere da voi non esistono, in quanto sono state effettuate delle revisioni che attestano che lo stabile sia sicuro.
Peccato che i ragazzi ci raccontino che, all’assemblea straordinaria, l’ingegner P. (ingegnere privato della preside) abbia affermato che le revisioni “siano solamente state richieste, ma mai effettuate”.
In questo modo non solo gli studenti si sentono abbandonati a loro stessi, ma, peggio, si sentono presi per i fondelli e perdono qualsiasi fiducia e apertura al dialogo con i dirigenti scolastici.

Il Decreto (IN)Sicurezza

Tutto ciò accade mentre il Decreto Sicurezza del ministro dell’interno Salvini propone la presenza di cani antidroga e degli agenti di Polizia all’interno delle scuole.
L’obiettivo sarebbe debellare l’uso di tabacco, sigarette e sostanze stupefacenti.

Per carità, Ministro, intento molto nobile.
Ma si rende conto che in un decreto che porta la parola “Sicurezza” nel proprio nome dovrebbero esserci prima di tutto proposte che facciano vivere la scuola in maniera serena e, appunto sicura, agli studenti?

Non si può andare a scuola con la paura che, da un momento all’altro, un cornicione ci caschi in testa o che, attaccando una spina alla presa, si rimanga con i capelli dritti per la scossa.

La scuola italiana ha problemi ben più grandi dei fumatori nei bagni!
e Lei da Ministro, da autorità, ma, soprattutto da padre, dovrebbe sbrigarsi a capirlo!

 

La scuola è la nostra seconda casa e nessuno vuole vivere in una catapecchia!

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