CS Italia: dalla nascita agli esports

Marco Orazio Re

Nerdlife

CS Italia: dalla nascita agli esports

CS Italia: dalla nascita agli esports
Marco Orazio Re
Pubblicato il 6 ottobre 2018

Nata dall’intuizione, dalla volontà e dalla perseveranza dei tre fondatori: Luca Calabrese, Andrea Torrisi e Luca Tlili Semi, CS Italia è l’Associazione Dilettantistica catanese che ha saputo incanalare la passione e l’interesse per il gaming di centinaia di giocatori. Un’impresa non semplice, soprattutto in Italia e ancor più in Sicilia, dove sembra essere di difficile riconoscimento il valore degli esports, sia a livello professionale che a livello culturale e sociale.

Per conoscere la storia di questa fantastica community, abbiamo quindi deciso di intervistare uno dei fondatori e promotori delle iniziative di CS Italia: Luca Calabrese.

Buongiorno Luca, innanzitutto grazie per la disponibilità. Com’è nata l’idea di fondare questa associazione? Il gruppo oramai è molto forte e anche se come di consueto, ci sarà qualcuno pronto a dire: potevo farlo anche io, sappiamo benissimo che non è così semplice creare e gestire una community così folta.
Buongiorno Marco. Come hai ben detto, non è per niente semplice gestire una community così grande, ma direi a questo punto di partire dall’inizio e quindi inizierei col raccontare in che modo è nato tutto. Di grande importanza è stata la collaborazione con la sala lan Freeplay. Li si organizzavano spesso tornei per console, soprattutto per videogiochi picchiaduro, ma visto che solitamente chi è un videogiocatore su console lo è spesso anche su pc, abbiamo deciso di organizzare con l’allora proprietario della sala, Salvo Scamburrino, un torneo di League of Legends.

Abbiamo quindi aperto la nostra prima pagina facebook: League of Legends Catania. Da lì abbiamo cominciato a chiedere se ci fosse qualcuno interessato a un possibile torneo for fun e la risposta positiva non è tardata ad arrivare. Si sono iscritti circa 6/7 team, così abbiamo organizzato un torneo a gironi durato circa due settimane in cui gli incontri venivano organizzati al Freeplay, invitando anche i giocatori non partecipanti a vedere i vari match disputati. Che dire, è stato un successo. Quello che mancava, a quanto pare, era un luogo in cui vedersi e parlare de visu con persone che condividevano la passione per lo stesso videogioco, in questo caso Lol.

E l’approdo a Etnacomics? Come è avvenuto il grande salto?
Anche in questo caso un ringraziamento speciale va a Salvo Scamburrino. Dopo il torneo abbiamo ricevuto molti apprezzamenti e richieste per l’organizzazione di altri eventi; così Salvo ci ha fatto la grande proposta, chiedendoci se avessimo voluto organizzare qualcosa a Etnacomics, l’ormai rinomata fiera del fumetto e della cultura pop etnea. Non potevamo tirarci indietro e così, nonostante computer che facessero massimo 40 fps, la connessione internet che saltava e un televisore che trasmetteva le partite disputate in uno stand di 6 metri quadri, abbiamo avuto un seguito incredibile. Ogni giorno sedute per terra c’erano circa 150 persone che quasi bloccavano il passaggio, una cosa impressionante e che non ci aspettavamo.

Dopo Etnacomics come avete deciso mantenere la community unita? Trovare una sede attrezzata dopo la chiusura del Freeplay suppongo non sia stato molto semplice.
Ti dirò, abbiamo avuto la fortuna di trovare rapidamente un accordo col proprietario della fumetteria Games and Comics e così abbiamo cominciato a organizzare raduni settimanali il cui scopo, a prescindere dal torneo, era quello di stare assieme.

A parte le costanti presenze a Etnacomics, manifestazione nella quale avete svolto e continuate a svolgere un lavoro eccezionale, so che avete portato avanti altri progetti, di cosa si tratta?
Etnacomics per noi rimane un appuntamento molto importante, negli anni, visto il successo, ci sono stati affidati spazi sempre più grandi e mezzi sempre più importanti. Ad ogni modo non ci siamo limitati a questo e abbiamo portato avanti progetti sui social media come RadioLol, un piccolo programma broadcast in cui si parlava delle novità inerenti a League of Legends, il casting delle partite di torneo e progetti di particolare rilevanza sociale come la collaborazione con l’istituto tecnico Archimede di Catania, con cui abbiamo portato a termine più di 100 ore di alternanza scuola lavoro di cui gli studenti sono rimasti molto soddisfatti, ma anche interventi presso la facoltà di informatica e la presenza di cui siamo molto orgogliosi al Campus Party: un evento di portata mondiale tenutosi a Milano dal 14 al 18 Luglio di quest’anno, che promuove il settore tecnologico a 360°, all’interno del quale abbiamo tenuto diversi interventi legati al mondo degli esports e alla comunicazione digitale e per cui abbiamo ricevuto diversi complimenti da figure professionali del settore.

Quella che prima agli occhi di alcuni poteva sembrare solo una passione, adesso sembra un vero e proprio lavoro, è così o è solo una mia impressione?
Noi rappresentiamo un’associazione non a scopo di lucro, motivo per cui forse non può essere considerato un lavoro vero e proprio. Posso però dire che l’associazione è stata un buon trampolino per molti di noi che hanno cominciato a lavorare per diverse aziende. Grazia Mammino, il nostro grafico, ad esempio, a curato le grafiche della scorsa edizione dell’Etnacomics, mentre Fabrizio Tornatore, il nostro caster, ha cominciato a castare per Giochi Elettronici Competitivi. Senza dimenticare l’attenzione che stiamo dando ai giocatori professionisti, nella speranza di poter far parte dello sviluppo del settore esports italiano, che purtroppo a causa di diverse problematiche, ancora stenta a decollare.

Prima di lasciarci, ho un ultima domanda! Qual è il prossimo evento in programma?
Saremo presenti all’Etnacomics Day Zero che si terrà al Borghetto Europa nei giorni 21,22 e 23 Dicembre, giornate nelle quali organizzeremo diverse attività legate agli esports, mentre per chi ci volesse incontrare durante l’anno ricordo che ogni venerdì sera ci riuniamo con la community nella sala lan Gamer’s Nest in via Paolo Bentivoglio, per scambiare due chiacchiere e giocare assieme.

L’intervista finisce qui, per chi volesse sapere qualcosa di più su questa fantastica realtà, troverete in coda i diversi link ai social e al sito dell’associazione. CS Italia: play with the impossible!

Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/CSItaliaASD/

Gruppo Facebook:
https://www.facebook.com/groups/445594492196546/

Sito ufficiale:
https://www.csitalia.org/


Copyright © anno 2018 - SudLife
Direttore Lucia Murabito
Direttore Editoriale Pierluigi Di Rosa