Convitto Cutelli, “Luogo del Cuore” mancato

Simone Ardilio

Cult

Convitto Cutelli, “Luogo del Cuore” mancato

Convitto Cutelli, “Luogo del Cuore” mancato
Pubblicato il 2 dicembre 2018

Il censimento decisivo per stabilire quale dei “Luoghi del cuore”, nome del progetto organizzato dal FAI in collaborazione con IntesaSanPaolo, è terminato il 30 novembre 2018. Fra i luoghi catanesi Porta Garibaldi è stato sicuramente il più votato, totalizzando circa 9.322 voti e posizionandosi alla 18° posizione in Italia. In sostanza, il progetto “Luoghi del cuore“ è un censimento di luoghi storico-artistici italiani, non ricordati o da ristrutturare e ripresentare all’umanità. Purtroppo, notiamo come siano tanti gli edifici che sono stati trascurati, presenti nel nostro territorio: uno fra tutti è il Convitto Cutelli di Catania, candidato al progetto. Il sostegno del FAI è previsto soprattutto per la Corte circolare e l’Aula Magna, ricca di affreschi dei siciliani illustri, filosofi, scienziati e giuristi di varie epoche.

Il Convitto Nazionale Mario Cutelli non nasce in età moderna e porta con sé secoli di storia. L’edificio si afferma, infatti, come uno degli assi portanti della ricostruzione catanese. Gli architetti Giovan Battista Vaccarini e Francesco Battaglia sono riusciti realizzare, dal punto vista architettonico, uno dei migliori esempi del Settecento a Catania. L’edificio si struttura su due piani: una volta superato l’ingresso entriamo nell’ampia corte centrale, contornata da sedici pilastri con archi a tutto sesto.

Di certo, non conosciamo il Convitto Cutelli solo ed esclusivamente per la sue importanti radici storiche. Infatti, gli studenti della scuola del primo ciclo e della scuola secondaria superiore riescono a studiare e a trovare ospitalità come semiconvittori. All’interno del Convitto Cutelli di Catania, infatti, sono presenti la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di I grado e il Liceo Classico Europeo, fiore all’occhiello della formazione superiore catanese. Al termine delle lezioni i semiconvittori sono affidati alla guida dell’educatore, figura professionale che partecipa al processo di formazione degli allievi. L’educatore promuove processi di crescita umana civile e di socializzazione tra studenti , assistiti e seguiti da parte sua in maniera ottimale.

Dunque, quello che il FAI intende è proprio far vedere a noi cittadini quanti beni ci siano nel nostro paese che, se adeguatamente trattati, porterebbero un grande valore aggiunto al territorio. Per questo è nesessario che ognuno di noi si presti gratuitamente all’attività di volontariato. E poi da parte nostra è un modo di riscoprire le nostre stesse città e il valore della condivisione.

 

 


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