Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti.

Paolo Francesco Reitano

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Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti.

Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti.
Paolo Francesco Reitano
Pubblicato il 29 giugno 2019

La citazione di Karl Kraus inserita nel nostro titolo ci aiuta in modo esaustivo a sintetizzare gli effetti di un terremoto che ha sconvolto il mondo universitario.

La notizia giunta ieri mattina addolora e non poco.

Ad alcuni, però, non provoca alcun stupore.

Sono stati sospesi dal servizio il Rettore dell’Università di Catania e nove docenti dell’ateneo, con più di 40 docenti indagati in parecchi atenei italiani.

L’indagine “Università bandita” ha consentito alla Digos di accertare l’esistenza di 27 concorsi truccati, per docenti ordinari, associati e ricercatori. Le accuse sono di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta.

Indipendentemente dall’esito delle indagini, mi rifiuto all’idea che il mondo esterno all’università la reputi sporca.

All’interno del nostro Ateneo vi sono tanti docenti, ordinari, associati e giovani ricercatori, che giorno dopo giorno mettono loro stessi al servizio degli studenti, per amore della ricerca, dello studio, della formazione continua.

Questo sistema, però, non è stato contrastato.

È rimasto nella piena libertà di agire indisturbato, forte di dinamiche serrate e protette, con la garanzia del baronato che, nella città de i Viceré, da sempre accudisce il sistema.

A questa partita di potere, però, non vi è nessun vincitore.

Gli studenti, i ricercatori onesti, laboriosi e amanti della materia sono parte lesa.

Nella realtà, però, risultano tutti vittime e carnefici.

Questo sistema si poteva fermare?

Chi non si è preso la briga di combatterlo?

C’è qualcuno che si è sentito lasciato solo dalle istituzioni o ha, semplicemente, lasciato perdere?

Non è un giorno triste per l’Università di Catania, è un giorno drammatico per tutti coloro che affidano agli enti accademici il progresso e la crescita del nostro Paese.

Ma non smetteremo di farlo e di credere che la formazione sia parte portante dello sviluppo dell’essere umano.

Al populismo becero di chi urla “sono tutti corrotti”, noi opponiamo la certezza che tra gli illeciti si cela la meraviglia e l’amore per lo studio.

Ma questo è il bisogno non soltanto della verità, bensì della reazione.

Sono necessarie misure ancora più forti per contrastare qualsiasi situazione di illecito che comprometta il lavoro di tanti a favore degli accordi di pochi.

Lo dobbiamo ai giovani che ogni anno lasciano questa Terra, a cui è stato rubato il futuro nel momento in cui è stato negato loro di ufficio un concorso cui avevano diritto a vincere .

Non sono capitani che abbandonano la nave mentre affonda: è la nave che li tiene ben stretti, madre e Matrigna, per destinarli, inevitabilmente, ai fondali e agli orrori degli abissi.

E questo non possiamo più permetterlo.


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