Catania, dove la “sana” invivibiltà ha eretto il suo regno

Antonio Catara

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Catania, dove la “sana” invivibiltà ha eretto il suo regno

Catania, dove la “sana” invivibiltà ha eretto il suo regno
Pubblicato il 31 ottobre 2018

 

Pos. Città
1 Mantova 78,14% 36 Nuoro 58,05% 71 Lecco 48,13%
2 Parma 76,83% 37 Vercelli 57,97% 72 Foggia 47,96%
3 Bolzano 74,27% 38 Ferrara 56,34% 73 Novara 47,26%
4 Trento 73,82% 39 Siena 55,95% 74 Reggio Calabria 46,30%
5 Cosenza 71,42% 40 Benevento 55,91% 75 Pescara 46,12%
6 Pordenone 71,06% 41 Forlì 55,58% 76 Avellino 45,81%
7 Belluno 68,94% 42 Catanzaro 55,38% 77 Campobasso 45,30%
8 Treviso 68,56% 43 Cuneo 55,29% 78 Torino 45,27%
9 Macerata 67,85% 44 Ravenna 55,14% 79 Grosseto 45,13%
10 Bologna 67,01% 45 Cagliari 54,85% 80 Bari 44,84%
11 Verbania 66,97% 46 Arezzo 54,65% 81 Caltanissetta 44,67%
12 La Spezia 65,37% 47 Terni 54,56% 82 Taranto 44,14%
13 Oristano 65,25% 48 L’Aquila 54,08% 83 Enna 44,11%
14 Venezia 65,21% 49 Vicenza 53,89% 84 Messina 43,60%
15 Biella 64,54% 50 Pavia 53,58% 85 Pistoia 43,08%
16 Rimini 64,27% 51 Padova 52,97% 86 Ragusa 42,47%
17 Pesaro 63,81% 52 Livorno 52,65% 87 Roma 42,38%
18 Bergamo 62,19% 53 Asti 51,94% 88 Rovigo 42,36%
19 Udine 62,03% 54 Salerno 51,47% 89 Napoli 42,13%
20 Teramo 61,94% 55 Varese 51,46% 90 Imperia 42,03%
21 Savona 61,64% 56 Isernia 51,42% 91 Matera 41,46%
22 Cremona 61,60% 57 Caserta 51,18% 92 Crotone 40,62%
23 Milano 60,95% 58 Piacenza 51,06% 93 Potenza 40,14%
24 Reggio Emilia 60,70% 59 Sassari 51,00% 94 Alessandria 39,95%
25 Sondrio 59,82% 60 Viterbo 50,99% 95 Latina 38,02%
26 Pisa 59,75% 61 Rieti 50,36% 96 Vibo Valentia 37,51%
27 Lucca 59,50% 62 Como 50,08% 97 Trapani 37,00%
28 Perugia 59,34% 63 Lecce 50,05% 98 Monza 36,77%
29 Trieste 59,26% 64 Chieti 49,88% 99 Siracusa 35,08%
30 Gorizia 58,83% 65 Modena 49,85% 100 Palermo 34,93%
31 Brescia 58,66% 66 Prato 49,47% 101 Frosinone 33,95%
32 Aosta 58,54% 67 Verona 48,74% 102 Massa 33,85%
33 Firenze 58,53% 68 Ascoli Piceno 48,45% 103 Agrigento 33,67%
34 Ancona 58,47% 69 Genova 48,42% 104 Catania 30,88%
35 Lodi 58,08% 70 Brindisi 48,39%

 

Vedete questa classifica? Non è la Serie A, non è la Serie B e non è nessun’altra categoria di un qualunque sport. È la graduatoria “Ecosistema Urbano 2018” stilata da Legambiente e il risultato è a dir poco aberrante, soprattutto per i capoluoghi di provincia siciliani.

State ancora guardando i primi posti in classifica? Vi risparmio la fatica di scorrere tutta la lista: per trovare una città della Trinacria dovete scendere fino all’ottantunesima posizione, occupata da Caltanissetta con un coefficiente di vivibilità del 44, 67%. Adesso potete scorrere con gli occhi tutte le altre caselle e le città siciliane salteranno fuori pian piano, una ad una, fino ad arrivare alla posizione numero centoquattro, dove la sana invivibiltà di Catania ha eretto il suo regno.

Sia chiaro, il problema più grave, forse, non è l’ultima posizione che la nostra città, secondo Legambiente, occupa in classifica, ma il fatto che in una graduatoria dove ogni posizione è distanziata dall’altra per questione di centesimi il capoluogo etneo è staccato da Agrigento, penultima della classe, di ben tre punti percentuale che, a differenza delle apparenze, rappresentano un vero e proprio abisso. Insomma ragazzi, viviamo in una discarica a cielo aperto e neanche ce ne siamo accorti.

Anzi, perdonatemi, quest’ultima affermazione non è del tutto vera: forse ce ne siamo accorti e non ce ne frega assolutamente una ‘minchia’.

Che sarà mai se butto una carta per terra, lo fanno tutti! E poi, qui a Catania, non cambierà mai nulla!

Bravo deficiente! Sapete che c’è amici? C’è che Catania ha un problema molto più grave che nessuna classifica di Legambiente può ponderare. Il problema di Catania non è l’inquinamento ambientale, ma quello umano. Perché, parliamoci chiaramente, fin quando questa città sarà abitata da gente sporca dentro non potrà che essere lo specchio dei propri abitanti. E per gente sporca dentro non ci si riferisce a malavitosi boss di cosa nostra, quelli sono solo la punta dell’iceberg. Ci si riferisce piuttosto ad ognuno di noi che nel proprio piccolo non fa assolutamente nulla per dare nuova linfa a questa città ma che, invece, continua ad infischiarsene.

Perché fin quando Catania ci fa da mamma, con il suo sole, il suo mare, la sua montagna  e le sue bellezze siamo tutti suoi figli, ma quando Catania ha bisogno di aiuto questi figli spariscono. È proprio vero: una madre campa cento figli, cento figli non campano una madre.

Commenti dei lettori

Silvia Bertorotta

Che pena vedere quel nome di Città al 104esimo posto ULTIMA, che pena pensare a noi che giornalmente minuto dopo minuto dobbiamo vivere in questa città oramai impossibile. Che rabbia pensare alla gentaglia che ci ha amministrato , che ha derubato ogni cosa è che ha pensato solo alle proprie cose a quelle degli amici e degli amici degli amici. Amministratori incapaci inetti e ingordi. Fontane inutili mal progettate ed orribili comprese. Dovrebbero pagare con i loro beni ed essere condannati a scomparire dalle cariche politiche e dalla cosa pubblica. VERGOGNA a loro e a tutti quelli che li hanno sostenuti.

5 novembre 2018 | 7:00 | Rispondi

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