Il 5 febbraio: un giorno di devozione assoluta per la patrona di Catania

Simone Ardilio

Oggi come ieri

Il 5 febbraio: un giorno di devozione assoluta per la patrona di Catania

Il 5 febbraio: un giorno di devozione assoluta per la patrona di Catania
Pubblicato il 5 febbraio 2019

Il 5 febbraio è una data importantissima per la città catanese, indipendentemente dalla devozione che ogni cittadino prova. Venerata da cattolici e ortodossi, Sant’Agata è la patrona di Catania.

Ogni anno, il 5 febbraio tutti i devoti di Catania seguono un rito sacro: la processione dentro le mura. Nella tarda mattinata, in Cattedrale si celebra il solenne pontificale. Alle 18, ha inizio il “giro interno” della città. Il fercolo sale per Via Etnea, giungendo a tarda notte a Piazza Cavour. Qui la Santa si ferma per un altro atteso spettacolo pirotecnico dopo il quale il giro riprende giù lungo la via Etnea fino alla “cchianata ‘i Sangiulianu”. Questo è sicuramente, per via della pendenza, il punto più pericoloso di tutta la processione. Esso rappresenta una prova di coraggio per i cittadini, ma è interpretato anche come un segno celeste di buono o cattivo auspicio per l’intero anno.

All’alba del giorno 6, il Fercolo con le reliquie giunge in via Crociferi. E’ il momento in cui la Santa saluta la città prima della conclusione dei festeggiamenti.
La festa di Sant’Agata è una festa tra le più belle al mondo, dal 3 al 5 febbraio tre giorni di culto, devozione, folclore, tradizioni. Nei giorni della festa la tradizionale Fiera di S. Agata.
La sua festa, con la spettacolare processione delle reliquie, è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità Unesco.

La festa di Sant’Agata è inscindibile dalla tradizionale sfilata delle “candelore”, enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere. Le candelore precedono il fercolo in processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. In quei tre giorni la città dimentica ogni cosa per concentrarsi sulla festa, che attira ogni anno sino a un milione di persone, tra devoti e curiosi.       

 


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