Anche Catania si unisce al Friday For Future

Arcoria Antonio

Cult

Anche Catania si unisce al Friday For Future

Anche Catania si unisce al Friday For Future
Arcoria Antonio
Pubblicato il 26 settembre 2019

Manca poco al terzo Sciopero Globale per il Futuro! Questo venerdì 27 settembre studenti, docenti, scienziati e attivisti scenderanno in piazza in tutto il mondo per gridare a gran voce che la crisi climatica è arrivata e che dobbiamo fare tutto il possibile per fermarla.
Questo a pochi giorni dal 23 settembre, data in cui si è svolto a New York il summit Onu sul clima che sta facendo molto discutere la popolazione mondiale divisa in favorevoli alle tematiche discusse dalla Thunberg e gli scettici che credono che la giovane attivista sia: “Un’attrice portentosa manipolata e manovrata da qualche potere forte”.

In qualunque modo vogliate pensarla, le tematiche affrontate dalla giovane Greta sono oggettivamente di interesse mondiale. La salvaguardia e la tutela del nostro pianeta, preservandone l’ecosistema, dovrebbe essere promossa e incentivata da qualunque movimento politico sulla terra.

Oggi, come spesso accade ed è accaduto nella storia, l’onere di tentare di spronare le masse a manifestare contro un sistema ormai al collasso viene affidato ai più giovani. È, infatti, attraverso gli studenti che il movimento Fridays for future ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo, e oggi, attraverso questo articolo proveremo a parlare di questo nuovo movimento apartitico, non violento, che si sta rapidamente diffondendo in tutto il globo.
Fridays for Future (Venerdì per il futuro), abbreviato FFF, Global Strike 4 Future o Youth Strike 4 Climate, è un movimento internazionale di protesta, composto da giovani, studenti, attivisti, docenti e scienziati che organizza manifestazioni in cui si chiede e si rivendicano azioni atte a prevenire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico. L’organizzazione delle proteste e del movimento iniziò quando la giovane, ormai famossissima, Greta, organizzò un’azione di protesta al di fuori del Riksdag (parlamento nazionale svedese), con un cartello che recitava “Skolstrejk för klimatet“(Sciopero scolastico per il clima) durante l’agosto 2018.
Molti di voi, specialmente i più scettici, si chiedono come abbia potuto avere un tale successo un movimento partito da una ragazzina sedicenne che si è poi diffuso in brevissimo tempo in tutto il mondo.

Il 20 agosto 2018 Greta Thunberg ha deciso di non frequentare la scuola fino alle elezioni del 2018 in Svezia a causa delle ondate di calore anomale e degli incendi scoppiati in Svezia. Le sue proteste vertevano sulla richiesta al governo svedese di ridurre le emissioni di anidride carbonica in base all’Accordo di Parigi, sedendosi fuori dal parlamento ogni giorno durante l’orario scolastico con il famoso cartello “Skolstrejk för klimatet”. Il 7 settembre, poco prima delle elezioni, ha annunciato che avrebbe continuato a manifestare ogni venerdì fino a quando la Svezia non si fosse allineata con l’Accordo di Parigi. Ha coniato lo slogan Fridays For Future, che ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. Ha ispirato gli studenti delle scuole di tutto il mondo a prendere parte a numerosi scioperi.

Ispirati da Greta Thunberg, infatti, massicci scioperi scolastici sono iniziati nel novembre 2018. In Australia migliaia di studenti delle scuole di Brisbane, Melbourne ed altre città, seguendo l’esempio di Greta Thunberg, manifestarono il venerdì, ignorando la richiesta del Primo Ministro Scott Morrison, il quale aveva detto al Parlamento di volere “più apprendimento nelle scuole e meno attivismo”. A dicembre gli scioperi studenteschi sono proseguiti in almeno 270 città di paesi come Australia, Austria, Belgio, Italia, Canada, Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Danimarca, Giappone, Svizzera, Regno Unito e gli Stati Uniti. In breve tempo, grazie alla presa di coscienza dei più giovani e la rete formata attraverso il web, cominciarono a formarsi i primi comitati territoriali e il 15 marzo di quest’anno in moltissime città nel mondo si è svolta una manifestazione pacifica che ha coinvolto milioni di giovani che hanno marciato per protestare contro
l’indifferenza dei governi riguardo alla crisi climatica. Tra queste New York, Bruxelles, Sydney, Barcellona, Berlino, Parigi, Mosca e oltre 100 città italiane, tra le quali spicca anche Catania. A Milano erano presenti più di 100.000 persone, ed è stata la città italiana con il maggior numero di partecipanti allo sciopero. Nei giorni a seguire ci sono state manifestazioni in 1.664 città in almeno 125 paesi.

friday for future

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Tra pochi giorni, venerdì 27 settembre, arriverà la data del prossimo Global Strike, sono previsti milioni di manifestanti in tutto il mondo. L’Italia è tra le nazioni al mondo in cui si prevede il maggior numero di partecipanti. Il comitato provinciale del movimento di FFF Catania si sta mobilitando parecchio per l’evento ed è già riuscito a creare un’ampia rete attraverso la partecipazione di tutte le scuole e facoltà del territorio e del mondo dell’associazionismo. Così a partire dal 20 settembre, durante la settimana che precede lo sciopero globale, chiamata Climate Action Week, ha organizzato una serie di eventi di sensibilizzazione in tutta la città.
Sono previste decine di migliaia di manifestanti anche nella nostra città. Per chi volesse avere ulteriori informazioni e delucidazioni oppure volesse unirsi al movimento, si consiglia di seguire e contattare i canali social di:
– Fridays For Future Italia
– Fridays For Future Sicilia
– Fridays For Future Catania (o la vostra città di appartenenza)
A Catania la manifestazione partirà venerdì mattina alle ore 9:00 in piazza Roma angolo villa Bellini per quello che, secondo i pronostici, sarà una delle più grandi e partecipate manifestazioni svolte fino ad ora in città.

Ad agosto dello scorso anno alcuni scienziati e uomini di cultura lanciarono un appello pubblico sul quotidiano francese “Le Monde”: “Molte altre lotte sono legittime. Ma se questa verrà persa, nessun’altra potrà essere condotta”;
Adesso sta a noi decidere da che parte stare, se continuare a distruggere in nostro pianeta ormai al collasso oppure tentare di cambiare le cose per il bene della salvaguardia dell’umanità.


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