Caso Gregoretti, politica migratoria o scontro tra ministeri? 

Stefania Iacona

News&Politics

Caso Gregoretti, politica migratoria o scontro tra ministeri? 

Caso Gregoretti, politica migratoria o scontro tra ministeri? 
Pubblicato il 8 agosto 2019

Mercoledì 31 luglio 2019, il Viminale ha autorizzato lo sbarco di 116 migranti a bordo della nave Gregoretti. Nei giorni antecedenti allo sbarco, le polemiche si sono focalizzate su questioni riguardanti esclusivamente la politica migratoria, ma in realtà questa vicenda mette in luce anche un problema di politica interna, che sottolinea uno scontro tacito tra il Ministro degli Interni Matteo Salvini e il Ministro dei trasporti Danilo Toninelli.

La rivalità tra ministeri appare sin dal principio della vicenda: se la decisione del Ministero degli interni é  stata  sin da subito quella di negare un porto di sbarco alla Nave Gregoretti, Motovedetta d’altura della Guardia Costiera , con inizialmente 144 migranti a bordo, il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti decide di assegnare comunque il porto di sbarco, denominato P.O.S ( Port of Safety), si tratta del pontile N.A.T.O ad Augusta.

Un altro indizio che è prova delle tensioni tra i due ministeri e in particolare del disappunto, creatosi all’approdo della nave Gregoretti, da parte del Ministero degli Interni, riguarda la modalità di sorveglianza della Motovedetta. Se abitualmente la vigilanza a terra, di una nave in approdo, è eseguita dal personale della Capitaneria di Porto in collaborazione con Polizia di Stato e Carabinieri; la vigilanza della nave Gregoretti è stata eseguita solo dal personale della Capitaneria di Porto.

Inoltre il comandante della nave non ha rilasciato interviste: al suo posto, un Ufficiale Superiore addetto alle relazioni esterne del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, è arrivato tempestivamente ad Augusta per parlare con le testate giornalistiche. Con ciò si presuppone un tentativo di celare la tensione che ha coinvolto i due Ministeri.

Riguardante i migranti a bordo, è stata la procura della Repubblica di Siracusa ad autorizzare lo sbarco di 16 minori non accompagnati, seguendo le norme internazionali che stabiliscono asilo e accoglienza immediata, quando la nave Gregoretti si trovava ancora a Catania, il 30 luglio 2019. Ed in seguito lo stesso procuratore della Repubblica di Siracusa, Fabio Scavone, ha autorizzato lo sbarco di ulteriori 29 migranti per motivi sanitari. Il Viminale , autorizza invece lo sbarco dei restanti 116 migranti, in seguito all’allarme lanciato dal C.I.R.M, la Fondazione Centro Internazionale Radio Medico, un organo internazionale che offre assistenza medica a marittimi di qualsiasi nazionalità, imbarcati su navi senza medici a bordo, in navigazione in qualsiasi territorio marittimo.

E all’indomani dell’approvazione del decreto sicurezza bis che apre ufficialmente una nuova spaccatura nel governo gialloverde, lo scontro sulla Gregoretti possiamo sicuramente leggerlo come politico, oltre che in punto di diritto.


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