Carosello compie 62 anni: la “prima” risale al 3 febbraio 1957

Paolo Francesco Reitano

Oggi come ieri

Carosello compie 62 anni: la “prima” risale al 3 febbraio 1957

Carosello compie 62 anni: la “prima” risale al 3 febbraio 1957
Paolo Francesco Reitano
Pubblicato il 3 febbraio 2019

7261 puntate in 20 anni di attività: il format televisivo italiano che ha stravolto la pubblicità

La necessità è facile da intuire: secondo la normativa vigente, era assolutamente vietata la trasmissione di pubblicità durante gli spettacoli televisivi. La soluzione trovata dalla Rai è stata particolarmente apprezzata: un format televisivo apposito breve, di circa 10 minuti, destinato alla trasmissione di piccoli sketch della durata di 2 minuti,seguiti da un “codino” di 30 secondi, ossia una parte prettamente pubblicitaria distinguibile dal “pezzo” precedente.
Questa struttura ha innescato un meccanismo capace di rendere lo sketch comico e il prodotto pubblicizzato un’accoppiata vincente: il primo cerca di portare buonumore, il secondo propone un bene o un servizio che possa apportare una soluzione a qualsiasi problema.

Il ventennio tra il 1957 e il 1977 è stato caratterizzato dalla rinascita italiana, con il boom economico che ha portato a costruire e, conseguentemente, ha portato gli elettrodomestici nelle case degli italiani, iniziando una mastodontica espansione. La società del dopoguerra era ancora molto attaccata alle precedenti tradizioni popolari: il Carosello si proponeva come incubatore di proposte per portare l’innovazione nelle case degli italiani, quasi con una funzione pedagogica.

Il Carosello, però, è stata anche la “palestra” di nomi illustri: oltre agli sketch, nasce la figura totalmente nuova [almeno in Italia] del cosiddetto “Testimonial”, personaggio reale o di fantasia associato al prodotto, di cui diverrà impossibile disfarsi.
Uno su tutti, Calimero, il pulcino piccolo e nero inventato per sponsorizzare un noto detersivo.

Per quanto riguarda i personaggi pubblici, è bene ricordare Totò, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Mike Bongiorno, Dario Fo, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Renzo Arbore, Gianni Boncompagni, Domenico Modugno, Mina, Adriano Celentano e persino Frank Sinatra.

La chiusura del format è stata ritenuta necessaria, sia per i costi di trasmissione ormai elevati che per la trasformazione delle pubblicità in Italia, che devono adattarsi a diversi target e abitudini del consumatore.

Ciononostante, il Carosello rimane uno dei più noti format “simbolo” della Rai, oltre che la madre delle pubblicità televisive in Italia.


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