Calcio Catania, storia di un’araba fenice

Antonio Catara

News&Politics

Calcio Catania, storia di un’araba fenice

Calcio Catania, storia di un’araba fenice
Pubblicato il 29 settembre 2018

Ci siamo. Tra poco i rossazzurri scenderanno finalmente in campo: una nuova stagione di calcio ed emozioni è pronta ad iniziare. E a combattere contro tutto e tutti ci siamo ancora noi: il Calcio Catania.
Si inizia alle 16:30 contro il Rende.

Svanito il sogno ripescaggio, adesso siamo pronti a riprenderci la Serie B sul campo, perché sin dall’alba dei tempi il nostro è stato un cammino di lotte, di cadute ma anche di risalite gloriose.

Allora andiamo insieme a rivivere la strabiliante storia del Calcio Catania.

Le origini

La nostra storia comincia nell’immediato dopoguerra, quando uno sport come il calcio offriva davvero un modo per dimenticare le macerie e la povertà che circondavano i cittadini. Ma per la città di Catania, rappresentata allora da due società di poca rilevanza quali Virtus ed Elefante, appassionarsi alla palla di cuoio risultava davvero difficile. Ma con lo sforzo dei rappresentanti di entrambe le società e di altri membri esterni, finalmente anche la città etnea potè vantare una compagine di tutto rispetto. Vengono scelti come colori sociali il rosso della lava e l’azzurro del cielo e del mare, sovrastati dal simbolo cittadino del liotru.

Terminati iter burocratici, pagamenti ed iscrizioni, il Calcio Catania può finalmente prendere parte al suo primo campionato ufficiale di Serie C. Dopo soli tre anni di attività arrivò la prima promozione in Serie B, dopo una rocambolesca vicenda giudiziaria che vide contrapposte Catania ed Avellino e che portò alla promozione a tavolino per i rossazzurri.

La Serie B fu un terreno fertile per il Catania, che raccolse prestazioni sempre migliori, fino a raggiungere, con l’avvento di Giuseppe Galli ai vertici societari, la Serie A nel 1954.

Il debutto in massima serie ha però un sapore dolce-amaro per gli etnei, che nonostante un modesto dodicesimo posto ottenuto sul campo, furono retrocessi a causa di illeciti sportivi.

Ma ogni fenice risorge sempre dalle proprie ceneri e, a tirare fuori il fuoco etneo, ci pensa il delegato CONI Marcoccio. Prese in mano le redini della società riuscì a riportare, nel 1960, il Catania in Serie A. Da qui in poi saranno sei i campionati consecutivi disputati in massima serie dagli etnei, che lasceranno un segno indelebile nella storia del calcio italiano: al Cibali crollano Inter, Milan, Juventus e Roma. Vittorie roboanti che hanno davvero del clamoroso, proprio come verranno definite dall’indimenticabile Sandro Ciotti.

Il Calcio Catania nell’era Massimino

massimino calcio cataniaIl Catania ritorna in serie B nel ‘65 e a ridosso degli anni ‘70 la squadra verrà acquistata dal Presidentissimo Angelo Massimino. Sarà l’inizio di un ventennio che vide il Catania militare sempre, o quasi, nei campionati di Serie B e C, fatta eccezione per la stagione ‘83-’84 che vide il ritorno degli etnei in massima serie, seppur raccogliendo poche soddisfazioni.

Le continue contestazioni portarono Angelo Massimino a vendere la società ad una cordata di imprenditori capeggiata da Angelo Attaguille. La gestione finanziaria però fu un vero disastro e, nel 1992, il Presidentissimo riprese in mano le chiavi della baracca. Di lì a poco sarebbe scoppiato il famoso Caso Catania, che portò i rossazzurri a dover ripartire dal campionato di Eccellenza a causa di una fideussione pagata in ritardo. Da qui in poi partirà una avvincente scalata, che vedrà gli etnei risalire le gerarchie del calcio italiano. Ma a spezzare gli entusiasmi della piazza sarà la morte dell’amato presidente Massimino, di ritorno da Palermo per pagare ancora i debiti di quella maglia che tanto amava.

Fino al 2000 la società fu guidata dagli eredi di Angelo Massimino, che, però, avevano già più volte manifestato il desiderio di vendere il Calcio Catania. E così, alle porte del nuovo millennio, la società rossazzurra divenne proprietà della famiglia Gaucci.

L’era Gaucci non durò molto, furono appena quattro gli anni di presidenza, ma può essere ricordata per la promozione in Serie B del 2002, sudata in una doppia sfida al cardiopalma contro il Catanzaro. Nonostante la promozione e l’ingaggio di alcuni ottimi giocatori per la categoria cadetta, la società era sommersa dai debiti e i Gaucci volevano mollare.

Pulvirenti e il piccolo Barcellona

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Foto Alfredo Falcone – LaPresse

A tre giornate dalla fine del campionato di Serie B 2003-2004 il Calcio Catania viene rilevato da Antonino Pulvirenti, che porta con sé dall’Acireale anche l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco. Per il Catania è l’inizio del periodo, forse, più glorioso della sua storia. In soli due anni la squadra agguanta la Serie A e lì rimarrà per ben otto anni. Sarà l’era degli argentini, del piccolo Barcellona, delle vittorie strappalacrime ma anche degli scontri e delle squalifiche che non vorremmo mai aver visto. Anno dopo anno, infrangendo ogni volta il record punti precedente. Un ottavo posto come miglior piazzamento e tante plusvalenze a fare del Catania una società virtuosa.

Ad un certo punto però qualcosa nell’ingranaggio si inceppa, il Catania crolla e, al termine di una deludente stagione, retrocede in Serie B. Ma il vero calvario per i tifosi rossazzurri inizia adesso. Una stagione disastrosa, dove il rischio di dover affrontare i play-out è tutt’altro che un miraggio. La stagione termina con una salvezza risicata, ma a condannare gli etnei è ancora una volta la giustizia sportiva. Scoppia il caso I Treni del Gol, il presidente Pulvirenti, forse per paura di deludere la tifoseria, tenta di attuare combine in diverse partite. Il Calcio Catania viene retrocesso d’ufficio.

Da qui in poi sarà una continua lotta per ritornare dove il Catania merita, ancora una volta partendo dal basso, fino alla cocente delusione della semifinale play-off dello scorso anno, persa contro il Siena.

Durante questa estate, poi, è successo di tutto. Prima il Calcio Catania viene ripescato in Serie B, poi nuovamente retrocesso, poi ancora ripescato e retrocesso. La parola fine su questa storia non è ancora stata scritta, ma con tutta probabilità vedrà il Catania tra le militanti in Serie C.

Una cosa è certa, il Catania è risorto e lotterà con tutte le forze per riprendersi un posto tra le grandi.


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