Bird Box, affrontare la paura ad occhi chiusi

Francesco Lattanzio

Cinema

Bird Box, affrontare la paura ad occhi chiusi

Francesco Lattanzio
Pubblicato il 20 gennaio 2019

Approdato su Netflix lo scorso 21 dicembre, Bird Box è un film thriller con protagonista Sandra Bullock ambientato in un futuro post-apocalittico. Il film è un adattamento del romanzo del 2014, scritto da Josh Malerman.

LA TRAMA

Sandra Bullock è Malorie Hayes, una giovane donna incinta ed insicura circa il suo futuro di madre. Un giorno, durante una visita medica, Malorie e la sorella Jessica, assistono ad un fenomeno che scatena una follia collettiva, spingendo ad un suicidio violento gli individui. Durante il viaggio di ritorno in macchina, Jessica verrà ‘contagiata’ e quindi spinta a commettere un incidente sotto gli occhi dell’impotente Malorie, la quale si rifugerà dentro una casa assieme ad altri superstiti. Sembrerebbe che questo ‘virus’ contagi solo chi lo vede: l’unica soluzione è quindi coprirsi gli occhi e rendersi ciechi. Malorie scopre che solo una coppia di uccelli in una gabbia è in grado di percepire quando il virus è vicino e sta per manifestare i suoi effetti. La trama si sposta temporalmente avanti di alcuni anni, dove abbiamo una Malorie con due bambini pronti ad attraversare, letteralmente alla cieca un fiume, nella speranza di trovare il luogo sicuro, con all’interno di una scatola la coppia di uccelli, affinché possano avvisare la protagonista dell’imminente arrivo del virus. La storia sarà quindi un intreccio tra passato e presente, che avrà come oggetto lo sviluppo e le conseguenze di questa ‘epidemia’.

IL CAST DI BIRD BOX

La protagonista è Sandra Bullock (Ocean’s 8, The bind side, Ricatto D’amore) affiancata da Trevante Rhodes (Moonlight, The Predator), John Malkovich (Essere John Malkovich, Uomini e topi, Con Air), Sarah Paulson (Ocean’s 8, American Horror Story, Glass), Rosa Salazar (Alita, Lontano da qui), Machine Gun Kelly (Nerve).

LA CECITA’ COME ARMA DI DIFESA

Bird Box è una pellicola che propone, ancora una volta, il tema del post-apocalittico: abbiamo, infatti, un’epidemia che stermina quasi tutto il genere umano, il quale viene mostrato inerme e indifeso. Il punto forte di Bird Box, però, è il privare della vista i personaggi, il senso forse più importante dei cinque. Già altri film avevano fatto un passo del genere, come in A Quiete Place, film del 2018, dove a noi umani era impedito di parlare e fare rumore per evitare di attirare creature aliene. L’esser privi della vista è terribile e disarmante: il vedere solo il buio ed il non sapere dove si sta andando, è una sensazione che suscita prettamente angoscia. Lo spettatore non può fare a meno che sentirsi, anche lui, privato della vista. A cosa serve parlare, ascoltare, toccare e gustare se non si vede dove si sta andando o chi si sta affrontando? Bird Box si concentra proprio su questo: per la prima parte del film, equivalente alla parte del passato, abbiamo uno spazio casalingo e coperto, entro il quale noi non sappiamo effettivamente nulla di ciò che accade nel mondo esterno che lo circonda; la seconda parte, si concentra su una cecità a livello soggettivo, dove Malorie ed i bambini sono costantemente costretti a tenersi una benda sugli occhi, affrontando allo stesso tempo i pericoli del mondo e chiunque cerchi di strappare loro la copertura.  I protagonisti, in particolare Malorie nella seconda parte del film, dovranno affrontare la paura ad occhi chiusi per cercare di sopravvivere. L’intero film, perciò, non è altro che un concentrato ordinato di situazioni dove la protagonista, e gli altri personaggi, dovranno dimostrare di essere in grado di sopravvivere. Il finale allegorico del film, inoltre, è un suggerimento per diversi livelli e chiavi di lettura soggettivi: dubito fortemente, e scoraggio allo stesso tempo, la realizzazione di un sequel poiché rovinerebbe la meraviglia ed il velo di enigma dell’epilogo.


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