Berlino, 30 anni dal crollo del muro simbolo della Guerra Fredda

Corrada Cannella

Oggi come ieri

Berlino, 30 anni dal crollo del muro simbolo della Guerra Fredda

Berlino, 30 anni dal crollo del muro simbolo della Guerra Fredda
Corrada Cannella
Pubblicato il 9 novembre 2018

Simbolo della guerra fredda che divideva in due la città, divisore d’Europa ed emblema del sistema di potere sovietico: cadeva 30 anni fa il Muro di Berlino. La storia oggi ritorna e ricorda uno degli eventi più significativi del secolo scorso.

Attuale come non mai, la vicenda tocca ancora le coscienze di milioni di persone che tutt’oggi ne tengono intatta la memoria, tramandando ai più prossimi quel che è stato affinché non venga ripetuto. La vicenda iniziava il 13 agosto del 1961, giorno in cui venne fatta costruire la grande barriera volta all’impedimento della libera circolazione delle persone tra Berlino Ovest (Repubblica Federale di Germania) e il territorio ad Est.

Solamente dopo il suo abbattimento si spianò la strada per quella che il 3 ottobre 1990  sarà la riunificazione tedesca. Fu allora che terminò la parte più acuta della Guerra Fredda. Ma perché venne eretto? Per capirlo bisogna fare un passo indietro fino al 1961, quando il dittatore dell’Unione Sovietica Kruscev decise di costruirlo.

Bisognava risanare la “ferita berlinese”che tanto aveva toccato i comunisti del tempo. Ecco quindi che nacque l’idea. Il tiranno aveva da poco affrontato un vertice insieme con il giovane presidente americano Kennedy a Vienna, in aria si respiravano cambiamenti importanti che di lì a poco avrebbero finito per sconvolgere la storia di un’intero paese.

La costruzione sarebbe servita a definire i confini di una città già dilaniata fra settore Est ed Ovest e occupata da quattro eserciti. Così si sarebbe forse riuscito ad arrestare quell’incessante andirivieni di profughi venuti dalla Germania orientale oltre a spaccare un Europa già biforcata di suo (occidentale e comunista) e vista come unica frontiera aperta dell’impero sovietico.

Gli impresenziati varchi di passaggio dell’ex capitale erano divenuti veri e propri canali di svuotamento della popolazione più attiva del feudo comunista di Ulbricht e della sua spalla Honecker. Solamente nei primi sei mesi del 1961 erano fuggiti tramite Berlino circa 130 mila sudditi tedesco-orientali.

Oggi, a 30 anni dalla sua caduta, Berlino festeggia la fine di un incubo durato 28 lunghe primavere. Oltre 150km di cemento avevano diviso amici e famiglie innocenti; 200 coloro che furono catturati e poi giustiziati per aver tentato di valicarlo. Migliaia di persone vennero ingiustamente assassinate dalla polizia di frontiera diventando simbolo di una Germania sanguinosa e lacerata interiormente.

Nel 1989 gli uomini ritornarono ad assaporare quella libertà che fino a prima gli era stata negata. Il “muro della vergogna” era stato finalmente abbattuto, la gente celebrava per le strade la grandezza dell’evento, Berlino aveva ripreso a respirare. Finiva uno dei capitoli più brutti della storia tedesca.


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