Nel 1974 l’arresto del mafioso Luciano Liggio

Simone Dei Pieri

Oggi come ieri

Nel 1974 l’arresto del mafioso Luciano Liggio

Nel 1974 l’arresto del mafioso Luciano Liggio
Pubblicato il 16 maggio 2019

Il 16 maggio 1974 veniva arrestato a Milano per la seconda volta Luciano Liggio, detto ‘la primula rossa’ e considerato il successore di don Michele Navarra nella cosca dei corleonesi.

Nella storia d’Italia sono numerosi i delitti di stampo mafioso che dal secondo dopoguerra portano la firma di Luciano Liggio, il cui vero cognome era Leggio ma che, a causa di un errore di trascrizione da parte di un brigadiere, diventerà noto a tutti come Liggio.

Le sue origini sono umili. Nasce nel 1925 da una famiglia di contadini poveri. I suoi genitori lo mandarono in seminario sperando che potesse diventare prete ma sin da giovane viene ribattezzato dalla gente del suo paese  “Cocciu di tacca”, in virtù della sua personalità. Un altro soprannome molto noto sarà “Sciancato“, in riferimento al morbo di Pott da cui Liggio era affetto e che gli causò dolori alla schiena ed altri problemi che lo accompagneranno per il resto della sua vita.

Dopo i primi furti e i primi mesi di carcere, Luciano Liggio viene avvicinato da Michele Navarra ed entra a far parte della mafia. Cinque anni dopo il delitto Comaianni, il suo complice Giovanni Pasqua viene arrestato: in un primo momento questi ammetterà il delitto ma ritratterà tutto in tribunale.

Ciò porterà all’assoluzione per insufficienza di prove. Luciano diventa così un uomo di fiducia negli ambienti mafiosi. Ucciderà quindi n campiere e si farà assumere dal proprietario di quella terra, sotto il placet di Navarra.

Nel 1971 la mafia ucciderà un uomo dello Stato.

Secondo quanto emerso in seguito, è probabile che sia stato proprio Luciano Liggio a partecipare all’agguato ai danni dell’allora procuratore di Palermo Pietro Scaglione. Liggio decide di trasferirsi a Milano, insieme alla sua nuova compagna e al figlio. Dal capoluogo lombardo continuerà a ordinare omicidi, come quello di Damiano Caruso (ma anche della sua amante e della giovane figlia della donna) il quale, a detta di Liggio, aveva ucciso un giovane a lui caro.

Luciano Liggio diventerà semrpe più avido di potere sino ad ordinare il sequestro di Eugene Paul Getty III, nipote di uno degli uomini più ricchi del pianeta: Liggio dividerà il bottino pagato dalla famiglia per il riscatto con alcune cosche della ‘Ndrangheta.

La latitanza di Luciano Liggio si concluderà nel 1974, quando verrà appunto arrestato a Milano. Per alcuni anni continua a gestire il potere dal carcere ma verrà pian piano sempre più accantonato e sostituito da Riin e Provenzano. Muore in carcere nel 1993.


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