72 ore senza social: cronaca di un esperimento riuscito a metà

Sara Obici

Lifestyle

72 ore senza social: cronaca di un esperimento riuscito a metà

72 ore senza social: cronaca di un esperimento riuscito a metà
Sara Obici
Pubblicato il 21 maggio 2019

Operazione “Blackout”. È così che avevo chiamato il mio esperimento di “disintossicazione” dai social nel video di presentazione dell’iniziativa. Ormai è passato praticamente un mese, ma posso assicurarvi che ancora qualche piccolo “strascico” me lo porto dietro. In che senso? Scopritelo continuando la lettura 😉

Come è stato

Sarò onesta al 100%: durante i tre giorni dell’esperimento non sono riuscita a staccarmi in maniera assoluta dai social. Ci ho provato per davvero, ma non mi è stato possibile. Lo so, è già abbastanza triste così. E pensare che ero una di quelle che diceva: “Io? Figurati, non sono mica una ‘millennials’, riuscirei tranquillamente a stare senza internet”. Alla faccia, già solo dopo una mattinata mi sentivo fuori dal mondo.

Potevo non dirvelo, ma non sarebbe stato giusto, e non è nel mio stile. La mia arroganza è stata schiaffeggiata da una delle più grandi verità dei nostri tempi: se non ti connetti non ti puoi relazionare del tutto con gli altri. Non è vero che “non esisti”, che non ti puoi sentire “assolutamente” con nessuno, ma una parte della tua vita sociale la perdi comunque. E non è bellissimo.

Io non ho potuto fare gli auguri ad una persona che mi avrebbe fatto piacere contattare, e non sono riuscita a mettermi d’accordo con i miei amici per uscire. Difatti, anche se li avevo avvisati che avrei potuto usare solo le care vecchie chiamate, non hanno risposto subito o non hanno risposto affatto. La mattina appena sveglia non sapevo bene cosa fare, e anche per trovare la strada di un locale dove ero invitata ho avuto qualche problema. Come testimoniato anche dai miei Vlog, qualche problemino di questo tipo c’è stato eccome. Ma cosa ho imparato?

Cosa ho capito e cosa mi è rimasto

Noi umani siamo degli “animali sociali” da sempre, e questa nostra propensione naturale non cambierà mai. Ma ciò che può cambiare è l’insieme dei mezzi con i quali ci teniamo in contatto. Dalle lettere ai telefoni pubblici, dagli sms ad msn, da Facebook ad Instagram; tutto si è evoluto per permetterci di tenerci sempre più in contatto. Tutto ciò ha comportato una serie di conseguenze, sia positive che negative.

Bisogna solo cercare di prendere il meglio e non esagerare, e cercare di differenziare ciò che è utile da quello che causa solamente una dipendenza. Dopo questa esperienza io cerco di staccare la connessione dati quando non voglio essere disturbata, di non mettere troppe storie inutili su Instagram – parliamoci chiaro, il 90% di quello che vediamo è un invasione immotivata della privacy, e di parlare il più possibile di “cose serie” al telefono o di presenza, e non su Whatsapp.

Per il resto postate e ripostate, condividete le piccole cose della vostra vita con chi vi va, e divertitevi. Non privatevi di nulla per stupidi preconcetti, perchè i social possono avere tutti i difetti di questo mondo, ma hanno anche tanti pregi che vale la pena avere nella propria vita.


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