17 marzo 1992: 27 anni fa la fine dell’apartheid

Paolo Francesco Reitano

Oggi come ieri

17 marzo 1992: 27 anni fa la fine dell’apartheid

17 marzo 1992: 27 anni fa la fine dell’apartheid
Paolo Francesco Reitano
Pubblicato il 17 marzo 2019

La separazione è finita, e neanche troppo tempo fa: neanche 30 anni ci separano dallo storico referendum in Sudafrica, che proponeva l’abolizione del regime dell’apartheid.

Trionfa il sì con il 68,73% di cittadini bianchi, gli unici, d’altronde, a detenere il diritto di voto.

La svolta arriva solo tre anni prima, con la liberazione, da parte di De Klerk, di Nelson Mandela, incarcerato e trattato da criminale per 26 lunghi anni.

La lotta contro le politiche razziste del Sudafrica, di cui solo il 20% degli abitanti composto da bianchi, ha portato alla popolazione nera eccidi, deportazioni, violenze di ogni genere.

Le aree per i bianchi erano delimitate e sorvegliate, i matrimoni misti proibiti, i servizi e i diritti umani limitati alla popolazione bianca. Persino l’utilizzo del trasporto pubblico o, peggio, l’iscrizione negli istituti scolastici.

La fine del terrore arriva 27 anni fa e si rafforza, nel 1994, con l’elezione di Nelson Mandela come presidente, le prime aperte ai cittadini neri.

A quest’ultimo, in quanto attivista e instancabile amante della giustizia e dei diritti umani, dobbiamo tanto, per la sua immensa lezione di perseveranza.

La sua morte, avvenuta il 5 dicembre 2013 a Johannesburg, ha lasciato un vuoto incolmabile.

Ricordare Mandela e tutti i protagonisti della lotta all’apartheid significa onorarne l’operato e renderlo, ancor più, immortale e incancellabile.


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